Agosto '06

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Mensile - Tribe
"Carramba, che sorpresa!"
di Maurizio Principato
(Grazie monicastella90 per le scannerizzazioni!)

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25/08/06 - La Stampa
Da oggi in radio il nuovo singolo, duetta con Luca Carboni in «Pensieri al Tramonto»
"Tiziano Ferro: il successo non mi fa dormire la notte"
di Marinella Venegoni

FRANCOFORTE. Mentre esce oggi nelle radio il nuovo singolo Ed ero contentissimo, Tiziano Ferro è in tour in Germania. Non è un tour di concerti, ma un peregrinare di radio in radio, per far conoscere il cd Nessuno è solo, che ha venduto in 3 mesi un milione e mezzo di copie: se si aggiungono ai 3 e mezzo dei primi due dischi, fa 5 milioni, cifra rispettabilissima per un ragazzo di 26 anni che fu scartato non dico da Sanremo, ma dalla già famigerata Accademia della Canzone, e che ora una settimana sì e l'altra pure è intervistato da Billboard, bibbia del musicbusiness yankee, lieta di trovare un italiano «che parla inglese perfino meglio della Pausini». Le premesse per esser felici ci sarebbero tutte: giovane, bravo, famoso, dedicato, senza paura di spender mesi fuori casa per farsi conoscere , Ferro vanta tentativi di imitazione peggio della Settimana Enigmistica. Invece è un tipo malinconico e introverso, con un rapporto contraddittorio con il successo, ben delineato in questo disco di rara sincerità; come rara è la generosità con i colleghi: ha inciso un duetto per Carboni, e scritto un brano per il nuovo cd di Iva Zanicchi.

Caro Ferro, lei è insonne di attività... non esagera?
«Io veramente sono insonne e basta. Faccio tutti gli errori dell'insonne, postpongo l'ora del letto, mi alzo, mi ricorico».

C'è una terrificante ondata di suoi imitatori che tentano il successo.
«Forse colpisce la mia caparbietà, non mi sono mai lasciato intimorire e il tempo mi ha dato ragione. Però anche il percorso interiore è importante. Forse conoscono anche il trascorso del peso in eccesso, sanno che mi metto in gioco nei testi, penso di esser un esempio positivo».

Spesso la discografia cerca i cloni chi ha molto successo. Un percorso perverso.
«E' la morte della discografia. Vedi persone che non entrano bene nei vestiti che mettono, è gente che non ride mai. Molto più vivaci sono quelli senza contratto».

Certo che lei ha confezionato una mistura vincente, diciamo la melodia italiana con venature nere...
«Non l'ho fatto apposta. La voce è quella che hai, il genere è inconsciamente figlio di quel che ascolti, e io ho una mamma tradizionale, mentre papà amava Janis Joplin. Credo che la forza delle cose che faccio sia che non m'interessa se qualcuno lo trova bruttissimo, mi prendo la mia responsabilità».

Da quando è capitata l'iradiddio perché da Fazio ha definito le ragazze «baffute», è tornato in Messico?
«Non ancora, non mi sembrava il caso. Pensi che sono uscito pure sui quotidiani politici. questa gaffe non mi fa dormire, in ottobre andrò là con due amici, le reazioni sono state un trauma enorme, perchè è un paese dove ho vissuto e che amo. Lo so, sono un cantante pop, non stiamo decidendo le sorti del mondo... Dovrei prenderla come Totti che in proposito, durante i Mondiali, ha commentato: “Embé se facessero la cera...” ».

Lei sembra più adulto dei suoi 26 anni.
«Siamo messi di fronte a sollecitazioni di grande stress. La discografia passa tutto ai raggi x, da quel che scrivi alla maglietta che indossi, e diventa un problema se invece che al secondo posto in classifica sei al quarto. Dunque reagisco autoproteggendomi. Ho avuto paura di diventare schiavo della mentalità, dei soldi. Da poco ho rinnovato il contratto e mi son preso tempo; mi proponevano cifre così alte che mi hanno messo paura. Già non dormo, figurarsi. Ora ho firmato per 2 dischi, ma in cambio di libertà».

Strana idea, quella del duetto con Carboni.
«E' come quando da piccolo ti dicono: tu fra 15 anni conoscerai Babbo Natale e lo aiuterai a portare i doni. Il disco di Luca Persone silenziose è uno di quelli che mi hanno indotto a fare questo mestiere. E poi, negli 80, quando tutti erano fatui, lui cantava di problemi seri. Ci sono momenti nei quali le nostre voci si confondono, non capisci chi canta. Non l'avrei detto».

25/08/06 - TGCOM
"Tiziano Ferro, singolo... d'epoca"
La nuova "Ed Ero Contentissimo" del '98

"Avevo voglia di confrontarmi con il mio passato e mi ha fatto piacere riconoscermi, capire che anche a distanza di otto anni le cose che scrivo mi assomigliano sempre". Hanno quasi dieci anni (sono state composte nel '98) le strofe di "Ed Ero Contentissimo", il secondo singolo tratto dal nuovo album di Tiziano Ferro "Nessuno è solo". La ballata, sul conflitto "cuore-ragione", sbarca in radio per la gioia dei fan.
"E' una canzone che si spiega da sè - racconta Tiziano Ferro - e adoro cantarla. Ho recuperato le strofe di un provino del '98 ed ho provato ad attualizzarlo nei ritornelli". "Nessuno è solo", pubblicato da Capitol/Emi, è subito balzato in vetta alle classifiche di vendita. "Stop! Dimentica", il singolo che ha anticipato l'album, ha mantenuto la prima posizione del Music Control per oltre due mesi. Il videoclip di "Ed Ero Contentissimo" sarà trasmesso sulle tv musicali a partire da settembre.

12/08/06 - Napoli.com
Calcio e Spettacolo. Un successo il Trofeo Moretti
di Marco Piscitelli

Luci, suoni e colori. Il San Paolo vive una serata magica fatta non solo di pallone. Una magia iniziata con la presentazione della nuova squadra in maglia azzurra che solcherà i terreni di gioco del campionato cadetto la prossima stagione. Una formazione in buona forma, così come dimostrano i due match disputati contro Inter e Juventus.

Uno scroscio continuo di applausi ha accolto sul campo di gioco tutti giocatori del Napoli 2006/2007, un pubblico dalle grandi aspettative che ha intonato cori, fischi e sfottò fino a notte inoltrata, quando, con il cielo illuminato dai giochi pirotecnici, il trofeo Moretti ha dato appuntamento alla città per l’anno venturo.

Prima della diretta su Canale 5, la conduttrice dell’evento, Barbara D’Urso, il Presidente del Napoli De Laurentiis ed il Dg Marino, hanno presentato al pubblico le nuove divise della formazione partenopea firmate Diadora.

Lo spettacolo è poi proseguito con la performance della “bionda” Justine Mattera, volto noto della tv, che ha cantato, circondata da decine di “sosia”, l’indimenticabile e sensualissimo “happy birthday” di Marilyn Monroe, intonato per i 10° anni di vita del trofeo Moretti.

Seppur con qualche inconveniente tecnico che ha lasciato il San Paolo “ammutolito” per qualche minuto, lo show si è congiunto allo sport con l’arrivo in campo di Inter e Juve.

Il pubblico, come era immaginabile, non ha gradito l’utilizzo del terreno di gioco di due avversarie storiche dando libero sfogo ad una lunga saga di fischi e sfottò, cadenzati da una serie di “inni” indirizzati ai protagonisti dello scandalo che ha investito il mondo del pallone. Dai canti si è poi passati agli striscioni che hanno invaso entrambe le curve, dotate di uno spiccato spirito critico, sentenzioso ed efficace:”Su calciopoli non ci sono commenti. Cambiano gli attori ma non gli intenti.” (Curva A)

Si abbassano le luci. Il San Paolo cambia improvvisamente aspetto. Un’ atmosfera surreale avvolge gli spettatori. E’ il momento della “guest star”. L’attesa delle teen-ager termina d’improvviso. Sale sul palco Tiziano Ferro ed il tempio del pallone sparisce come d’incanto. Il terreno verde si dipinge di mille colori. Nebbia e lampi artificiali si incontrano nello stadio mentre gli spalti brillano di luce propria, proveniente dai cellulari, dagli accendini, dagli occhi di chi, questo spettacolo, lo aspettava da tanto tempo.

La voce del cantante viene quasi “assalita” da quelle delle migliaia di giovanissime che si sono annoiate, magari vicino al papà, pur di ascoltare la sua voce (anche se in playblack).
Dopo l’esecuzione di Tiziano Ferro le formazioni di Inter e Napoli hanno fatto il loro ingresso sul terreno di gioco.


Buona la prestazione degli azzurri che hanno vinto 1-0 mettendo più volte in difficoltà la difesa nerazzurra.

Napoli – Juve, questa la finale del trofeo Moretti. Un “bentrovato” più che una finale, per due formazioni che si sono studiate, provocate e sfidate per quarantacinque minuti con il pensiero rivolto al campionato che sarà.

A decidere il match, il torneo e l’affronto, è stato un semplice shoot-out. A decidere le sorti della stagione 2006/2007? Chissà.

In attesa di saperlo ai napoletani basta sapere che la loro squadra c’è, una squadra che vince e convince.

11/08/06 - Il Corriere della Sera
Tiziano Ferro: «Il successo mi dilania ma darò dignità al pop»
di Maria Volpe

«Nessuno è solo / finché di notte anche lontano / ha chi non dorme / per pensare a lui..» Canta così Tiziano Ferro nel suo ultimo cd, un milione e mezzo di copie vendute in poco più di un mese.
E lui di solitudine sembra intendersi e non solo perché l'album si intitola "Nessuno è Solo", ma perché a dispetto dei suoi 26 anni, del successo, di un fisico attraente, di una voce intensa e un talento musicale indubitabile, fa vita da recluso. La popolarità per lui è una sorta di girone dantesco. E non è per snobberia. «Il successo mi ha dilaniato ma il mio è un esempio estremo. Ormai ci convivo, non bene, ma ci convivo. Non potevo prevedere che il successo cozzasse così con il mio carattere. Non riesco a godermi gli aspetti cosiddetti positivi. Per esempio, non è che se mi guardano le ragazze mi sento più sicuro, anzi: mi chiudo ancora di più in me stesso. Rimpianti? No, non rovino la musica per questi problemi. I dischi che ho fatto sono tatuaggi sulla pelle».
Tutto comincia a Latina, sua città natale: infanzia, adolescenza e poi il successo che irrompe nella sua vita di 19enne. E la cittadina non perdona: una tale popolarità sembra quasi vada punita. E così per lui dai tempi di "Rosso Relativo" comincia l'inferno. Chiuso in casa. Stop. Pochissimi amici, fidatissimi. Il terrore delle folle che lo circondano, la paura dei fan che - per troppo amore - si appostano ovunque. Lui amplifica tutte le emozioni, i sentimenti. E un anno fa la decisione di trasferirsi a Londra dove finalmente vive come un ragazzo normale. E (quasi) da ragazzo normale stasera sarà a Napoli a cantare tra una partita e l'altra (Napoli-Juve-Inter, una triangolare per il Trofeo della Birra Moretti, diretta su Canale 5) prima e unica esibizione italiana del 2006.
Il clou sarà un mix tra il suo più famoso successo "Sere Nere" e l'ultimo singolo "Stop! Dimentica", quello che le radio continuano a martellare in queste ultime settimane. Sempre così terribile il successo Tiziano? «E' solo questione della mia eccessiva sensibilità davvero, per il resto sono felice. Il terzo album è pericoloso (primo album "Rosso Relativo", il secondo "111" il numero dei chili che pesava Tiziano fino a qualche anno fa, ndr), significa che si comincia a fare sul serio. Mi sono proprio isolato per scriverlo, per evitare le pressioni della discografia. Volevo restare vergine nella scrittura. Sono felice dei risultati».
E questa storia della solitudine? «Mi incuriosisce l'interiorità, provare a leggere nella mente degli altri. Per questo mi piace la musica dei cantautori di cuore, adoro l'introspezione delle canzoni di Battisti, Tenco, Cocciante, De Gregori. E io voglio continuare questo percorso interiore anche per restituire dignità alla musica pop. Perché la gente canta e grida un testo? Perché lo sente suo, tocca le corde giuste».
E questa storia dello stare solo, che non ha un amore da anni? Si traumatizza Tiziano quando si toccano questioni private. Glissa. Giochiamo. Se fosse un banale 26enne dove sarebbe ora in vacanza? «Zaino in spalla, e in giro per le capitali europee, le adoro tutte. Vivrei ovunque in una di quelle città. E' l'Europa il mio continente preferito. Amo molto anche l'Argentina però, e vivrei a Buenos Aires».
Qualche anno costretto su un'isola: può portare via tre cose. «Il mio ipod, carta e penna per scrivere, una macchina fotografica, e un amico». Così siamo a quattro. «Allora tolgo la macchina fotografica». Si torna sulla terra ferma.
Ferro non solo fa musica, ne ascolta tanta, la compra tutta. «Sì acquisto tutto quello che esce nella musica pop italiana e mondiale. E' un mio sogno da bambino, da piccolo mettevo da parte i soldi. Consigli per gli acquisti? Il disco di Samuele Bersani, è emozionante, sa cogliere le sfumature dell'animo umano». Il fenomeno Madonna? Anche lei pensa sia solo un caso di marketing ben riuscito? «No non possono essere solo marketing 20 anni di carriera così. Lei è autentica, fa quello che è, non provoca solo sul palco, provoca anche a casa sua tutti i giorni con suo marito. Non sono un suo fan, ma mi colpisce molto».
Tiziano è invece un fan di Morrisey («al suo concerto a Milano mi sono divertito in prima fila a ballare»), ma soprattutto di Erykah Badu, «uno dei miei punti di riferimento musicali». Ma è anche fan di Almodóvar. Del resto uno che scrive un testo come "Ti scatterò una foto" si capisce perché ami il regista spagnolo, «per quel modo unico che ha di raccontare l'universo femminile».
I SUOI IDOLI: ALMODÓVAR «Lo ammiro molto per quel modo unico che ha di raccontare l'universo femminile», ERYKAH BADU «Sono un fan di Erykah Badu: è sicuramente uno dei miei punti di riferimento musicali», DE GREGORI «Mi piace tutta la musica dei cantautori di cuore, come Francesco De Gregori», BATTISTI «Adoro l'introspezione che comunicano i testi delle sue canzoni».
Il personaggio CHI È: Tiziano Ferro nasce a Latina il 21 febbraio del 1980. Dopo anni di pianobar, entra nel coro gospel della città. In seguito diventa corista.
I SUCCESSI: Nel 2001 esplode con "Xdono" singolo estratto da "Rosso Relativo". Il secondo disco, "111", vince il Latin Grammy Award 2003. Il nuovo album, "Nessuno è Solo", ha già venduto un milione e mezzo di copie.

11/08/06 - La Gazzetta dello Sport
Ferro: "Io numero uno come gli azzurri"
di Elisabetta Russo

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