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01/07/06 -
Nonsolocinema.com
“Nessuno è Solo” di Tiziano Ferro
Il pop melodico italiano che invade il mondo
di Gianluca Capaldo
Dopo l’esordio con “
Rosso Relativo” e a due anni dalla pubblicazione di “
111” (un totale di tre milioni e mezzo di copie vendute), Tiziano Ferro torna con un cd pronto a scalare le classifiche di ben 44 paesi: “
Nessuno è Solo”, preceduto dal singolo “
Stop! Dimentica” (già successo, oltre che in Italia, anche in numerosi paesi dell’America latina), coniuga il pop tradizionale e melodico italiano con tastiere vintage e distorsori vocali, che al cantante di Latina piacciono così tanto.
Il primo singolo estratto dall’album, “
Stop! Dimentica”, caratterizzato da sonorità elettroniche anni ’80 e dichiaratamente ispirato a “Fade To Gray” dei Visage, non rispecchia la maggior parte dell’album, ma soltanto quella vena sperimentale che Tiziano Ferro ha voluto inserire in quest’ultimo lavoro, fra ballate e canzoni prettamente melodiche, estremamente incollate alla vecchia tradizione italiana. Ma questo non deve essere visto come un difetto.
Fiero delle sue origini (“
la melodia rappresenta al meglio la tradizione italiana” – ha affermato in un’intervista), tra chitarre acustiche e profonde interpretazioni, che lasciano intendere il reale legame instaurato tra gli undici brani e le esperienze vissute negli ultimi anni passati in giro per il mondo, Tiziano Ferro propone un classicheggiante repertorio che ricorda i migliori tempi della canzone italiana, per intenderci quella sanremese dei tempi d’oro.
Raffinate e ben strutturate sono "
Ti Scatterò Una Foto" e "
Salutandotiaffogo", che potrebbero, per le loro magistrali interpretazioni, far dimenticare ai fan più accaniti anche l’intoccabile “Sere nere”. Ironica e fuori dagli schemi è "
E Raffaella è Mia", simpatico tributo alla Carrà nazionale. Interessante la collaborazione con Biagio Antonacci in "
Baciano Le Donne". Le restanti tracks, dai ritmi lenti e distesi, non aspirano a restare impresse nella mente dell’ascoltatore.
Da apprezzare la scelta del cantante di riproporsi in una ghost track datata 1987 (Tiziano Ferro aveva solo sette anni!) in cui ascoltiamo la voce di un bambino che canta orgoglioso le canzoni da lui scritte: incredibili e allo stesso tempo simpatiche le somiglianze di stile che oggi hanno fatto di Tiziano Ferro, volenti o nolenti, un fenomeno discografico in continua crescita.
A gennaio 2007 la partenza del tour mondiale.

Radici-Press.net
"Una classe di Ferro"
di Maurizio Targa
Il nuovo lavoro discografico del ragazzo di Latina più famoso del mondo, come afferma l’autore stesso, è una speranza:
“Mi piacerebbe che …voi pensaste di aver trovato undici buoni motivi per dire che “Nessuno è solo” ..forse a furia di dirlo….”
Tiziano Ferro, cantautore ventiseienne di Latina, vicino Roma. La sua ascesa al successo è stata vertiginosa: nel 2001 firma il contratto con la casa discografica EMI e nel luglio dello stesso anno pubblica il suo primo singolo dal titolo "Xdono" (Perdono), che scala immediatamente le classifiche fino a conquistare la prima posizione sia nelle vendite che nell’ascolto radiofonico. Con l'album "Rosso relativo": triplo disco di platino in Italia, doppio in Svizzera, platino in Spagna e Germania e disco d'oro in Francia, Turchia e Belgio, Tiziano Ferro si conferma talento di calibro internazionale. Altro successo clamoroso con il suo secondo album "111”, che viene pubblicato il 7 novembre 2003 contemporaneamente in Italia, Europa e America. Sull'onda del consenso Tiziano Ferro è invitato, unico italiano, a cantare in coppia con la statunitense Jamelia il brano "Universal prayer", inno delle Olimpiadi di Atene 2004 e il 23 giugno di quest’anno ecco finalmente il suo nuovo album, “Nessuno è solo”.
Ha accettato i confidare a RADICI il suo stato d’animo prima di iniziare la tournée mondiale.
Cominciamo dal titolo. Perché “Nessuno è solo”? Lo pensi veramente?
No. La verità è che siamo tutti soli.
Puoi spiegarti meglio?
E’ una provocazione al contrario. M’illudo che sia così, anche se forse più che un’illusione è un desiderio, un auspicio. Parlo con le persone, leggo lettere, ed il motivo ricorrente è sempre quello: il bisogno d’amore. Tutti si lamentano della mancanza di amore, ma se tutti siamo parte del problema, potremo essere anche tutti parte della soluzione. Il mio sogno è che possa diventare una sorta di parola d’ordine; che ci rendessimo conto che basterebbe davvero poco per scatenare un effetto domino dell’attenzione, del rispetto e perché no, dell’amore.
E la tua musica in tutto ciò?
La musica aiuta ad abbassare le barriere, è un fatto. Avvicina le persone e può essere determinante per rompere il cerchio ed annullare certi ostacoli. Vorrei che la mia musica contribuisse a questo. Per me la musica è amore.
Questo nuovo lavoro si discosta un po’ dai tuoi precedenti.
Si, è un album dalla doppia anima. Una intima, riflessiva, quella che puoi ritrovare nelle ballate, costruite sulla forza evocativa delle melodie. Poi una più graffiante, aggressiva, che vive di progressioni incalzanti e di grande energia, nei pezzi più veloci.
Anche le sonorità sono differenti.
Ho cercato di ricreare il sound che ho sempre amato, quello delle mie radici musicali. Nei brani più ritmati il meglio degli anni ’80: Depeche Mode, Alphaville, Tears for Fears. Nelle ballad invece abbiamo cercato suoni più profondi, pastosi, ricreando quelle sonorità che hanno reso immortali gli anni ’60.
Come è cambiato il tuo modo di scrivere le canzoni?
Il mio modo di scrivere non è cambiato. Le melodie costruite su brevi frasi spezzate che si rincorrono e a volte si sovrappongono, il tentativo di violare le leggi della metrica e le voci doppiate a distanza fanno parte del mio modo di scrivere musica, e quindi anche di “Nessuno è solo”.
Ti aspetta un gran lavoro di promozione in giro per il mondo, ora.
Ti confesso che all’inizio vivevo i tour, col loro frenetico susseguirsi di date, come una condanna: un po’ il lato spiacevole del mio lavoro. Oggi ho imparato a vivere i miei soggiorni in ogni posto come una possibilità di arricchimento. E se la nostalgia di casa è troppo forte, basterà chiudere un attimo gli occhi e sarò al Comunale di Latina, davanti alla mia gente!

Tiscali
"Confessioni: Tiziano Ferro e le gaffe infinite"
di Cristiano Sanna
Anni fa pesava centoundici chili, esattamente come il titolo (111) dell'album che lo ha lanciato. Ora che è il quarto artista italiano da esportazione, dopo Pausini, Bocelli e Ramazzotti, ora che il suo nuovo album Nessuno è solo scala le classifiche, Tiziano Ferro può finalmente mettersi a nudo. Ma le dichiarazioni del cantante di Latina finora hanno gettato più di un'ombra sulla sua carriera.
Perché Tiziano finalmente non si vergogna, costi quel che costi, di svelare il lato oscuro della sua anima. Peccato che certe frasi abbiano scatenato un putiferio tra i fans messicani, oltre ad alimentare un tormentone via Internet sulla controversa sessualità di Ferro.
Andiamo con ordine. La prima gaffe, quella che chiameremo "messicana", il nostro è riuscito a risolverla con un tragicomico video di scuse. Cos'era successo? Semplice: in vena di scherzi, a chi gli chiedeva se considerasse seducenti le donne messicane, Ferro aveva risposto: "Non credo proprio. Avete visto quanto sono baffute?". Roba vecchia di settimane, ma che ha avuto l'effetto di far precipitare i brani del vocalist italiano dal primo posto fino ad oltre la centesima posizione nelle classifiche del paese centroamericano, dove era letteralmente idolatrato.
Messa una pezza agli effetti delle frasi sconsiderate, Tiziano Ferro ha poi concesso altre interviste. In particolare a Vanity Fair e Cosmopolitan. Dove appare tutt'altro che felice e sereno. "Sento dentro di me che non vivrò a lungo e sono altrettanto sicuro che resterò sempre solo" ha confessato il divo di Sere nere e Stop! Dimentica. Tiziano ha accolto la giornalista che lo intervistava con la visione di un film porno, salvo poi chiarire: "La verità è che non ho mai vissuto pienamente l'amore. Da quando avevo 19 anni vivo sotto una cupola di vetro, mai una relazione, mai una donna. Sono la persona meno sessuale del mondo".
Apriti cielo, soprattutto gli ambienti gay si sono svegliati e hanno deciso di spingere Tiziano Ferro verso l'outing. Su siti come Gay.tv e Gaynews si leggono articoli che inneggiano alla omosessualità e bisessualità di Tiziano. Ci si riferisce soprattutto ad altre frasi che il cantante avrebbe detto durante un'intervista a Cosmopolitan, da cui si evince che il musicista sarebbe più che aperto a forme di sessualità "alternativa". Mentre si attende l'eventuale smentita, il diretto interessato svela il suo impatto shock con il successo: "Venivo inseguito e minacciato, sono in molti a invidiarti quando a 20 anni sei un divo. E tutt'ora vivo come in una camera di plexiglass, dove gli altri ti osservano dal di fuori". Chi ha detto che fama e denaro rendono felici?

24/07/06 -
Il Tempo (Latina)
"Da Latina con Furore e con il Cuore in Subbuglio"
di Carmen Guadalaxara
Del nuovo disco, "
Nessuno è Solo" Tiziano Ferro arrivato, dopo tre anni di silenzio, dice: «Se non vi convinco con questo non vi convinco più. Ho scelto di tirare fuori cose che non ce la facevo più a tenere dentro. Per me la musica serve soprattutto a questo».
Con l’artista pontino, una delle voci piu belle del pop, abbiamo fatto il punto sulla sua carriera e sui suoi programmi.
Cosa le è mancato?
«Un bisogno di attenzione e la voglia di essere stimato».
Ha avuto un’adolescenza difficile?
«La mia famiglia non ha colpe. E’ che io sono stato chiuso e ho represso i miei bisogni fino a che non sono esplosi. E a quel punto ho urlato voglio fare il cantante».
Come ha reagito al successo?
«All’inizio pensavo che non sarei riuscito a mantenere l’equilibrio».
Cioè?
«Episodi spiacevoli: venivo aggredito verbalmente per strada da persone che neanche conoscevo, trovavo scritte offensive sui muri vicino a casa mia. Un ragazzo che ha successo a 20 anni suscita molte invidie, soprattutto in una città piccola come Latina».
Oggi, comunque, dopo aver girato quasi tutto il mondo, le manca la sua città.
«Sì. Del resto ho sempre amato viaggiare. Ma il valore del biglietto di ritorno è sempre stato più importante. Amo vivere con la mia famiglia e nella mia città. La mia camera è il luogo dove nascono le mie canzoni. Ricordo che ogni anno a Natale i miei genitori mi regalavano un oggetto per la mia sala d’incisione. Tutto è rimasto come quando ero un adolescente di centoundici chili. Con il mini disk riposto sullo scaffale. Con quest’ultimo ho inciso Perdono. A 18 anni in quella piccola stanza è nata la prima strofa del singolo "
Ti Scatterò Una Foto"».
E gli amici?
«Loro vivono qui e sono "irremovibili" nella mia vita e mi hanno sempre aiutato. Ho realizzato che questo lavoro è una droga: quando sei su ti pesa, poi basta che non squilli piu il telefono che entri in crisi. Ecco che entrano in giochi gli amici, quelli veri come Roberto, mia cugina Paola, Silvia. Da sempre hanno ascoltato in anteprima le mie canzoni nel vecchio rustico di casa dove i miei genitori hanno riposto un tavolo da ping pong e dove tra una pizza e una risata ritrovo il calore della mia terra».
Ha vissuto anche in Messico per due anni. Come è andata?
«L’Italia mi mancava da morire. Non potevo condividere nulla con nessuno. Sono stato ospite delle trasmissioni più importanti dello stato. Ma il calore del nostro paese, poter festeggiare un successo, dopo un’esibizione, con le persone che ami è un’altra cosa».
A questo punto possiamo immaginare l’emozione di cantare sul palco dell’Ariston, in duetto con Michele Zarrillo, quest’anno a Sanremo?
«Mollo qui. Adesso crollo. Ho pensato appena ho iniziato a cantare. In fondo ci ho provato, dicevo dentro di me. In fondo non sono in gara. Poi ti lasci andare. L’alchimia che si crea in quel teatro è indescrivibile».
Dove si trova in questo momento?
«A Milano. Ma ho acquistato una casa a Londra, qui non mi conosce nessuno. Sono sperduto tra le mie ansie, a macerarmi nelle paure. La solitudine per me è uno "state of mind", il risultato di un ragionamento. Se parti dal presupposto che il mondo è ideale non esiste e tu hai poca voglia di scendere a compromessi, non puoi che sentirti solo».
Ma allora perché ha intitolato il nuovo cd "Nessuno è Solo"?
«Vorrei che imparassimo a buttare il cuore oltre l’ostacolo e ci rendessimo conto che basterebbe davvero poco per scatenare una specie di effetto domino dell’attenzione e del rispetto per gli altri,dell’affetto e, perché no?, dell’amore».
Come?
«Anche attraverso la musica, forse. Questa ci aiuta ad abbassare le barriere, ci avvicina l’uno all’altro e può essere determinante nell’aiutarci a rompere il cerchio e a ridurre, se non eliminare, certe distanze».
Molti la considerano un cantante da ragazzini, poco impegnato e superficiale.
«Dici poco? Sono fierissimo di piacere ai ragazzi più giovani. Io non li considero degli incapaci, come sono soliti fare molti adulti, anzi, riconosco loro un'intelligenza e un'arguzia molto superiore ai loro coetanei di 10, 20 o 30 anni fa. Sono svegli, responsabili e determinati anche se hanno un problema vengono messi troppo presto di fronte al sentimento di sconfitta».
Si spieghi meglio.
«Basta guardare i programmi tv fatti per loro: sono tutte gare con eliminazioni feroci se non vinci sei uno sfigato».
Cosa ricorda della sua adolescenza?
«Ho sempre vissuto male con il mio fisico. Ad esempio non amo il mare perché non riuscivo a mettermi in costume. Sono arrivato a pesare 111 kg. Per incidere il mio primo cd ho dovuto perdere trenta chili. Ma la musica, per fortuna, conta più dell'immagine. Altrimenti canterebbero solo fotomodelli, ovvio. Cosi come è ovvio che ormai la musica comunica, oltre che attraverso la radio, anche attraverso la tv ed i giornali, dove l'immagine purtroppo conta. Secondo me si tratta di una questione di stare al meglio. Questo mi hanno chiesto i miei discografici, e alla fine mi sono accorto che hanno avuto ragione loro, perchè c'è gente senza scrupoli che attacca qualsiasi tuo punto debole, immagine compresa. Non bisogna essere per forza belli quindi ma soltanto stare al meglio. Che tanto se uno ha un buon pezzo alla fine viene fuori lo stesso, bello o brutto che sia».
E il rapporto con suo fratello?
«Ha undici anni meno di me. Ho vissuto la gravidanza di mia madre e lo ricordo come uno dei momenti più belli della mia vita. Nell’ultimo cd gli ho dedicato il brano "
Mio Fratello". Scrivendo questa canzone mi sono reso di quanto io e lui ci somigliamo anche nelle differenze e nelle distanze piu estreme».
A proposito, mentre parlavamo ho riflettuto che la Arcuri, la Santarelli, la Salvataggio. Tre bellezze del nostro paese arrivano da Latina. Che cosa vi danno da mangiare?
«La mozzarella di bufala. Scherzo naturalmente. Credo che ormai sia scattato il Latina Pride. Una volta se eri di Latina ti vergognavi e dicevi di essere di Roma. Ora non è più così».

13/07/06 -
Donna Moderna
"Tutte le donne di Tiziano Ferro"
di Moreno Pisto
Tiziano Ferro nasce il 21 febbraio 1980 a Latina. Il padre Sergio è geometra, la madre Giuliana casalinga. Ha un fratello di 15 anni, Flavio: si è fatto tatuare il suo nome sul polso destro. Dopo il liceo scientifico Tiziano si iscrive a Scienze della comunicazione, ma abbandona l'università per la musica. Dopo essere diventato una star da 3 milioni e mezzo di dischi venduti, ha ripreso gli studi: nel 2005 si è laureato all'Università di Lingue per interpreti e traduttori di Los Angeles con il voto di 89/100.
I suoi successi
Tiziano Ferro debutta nel 2001 con l'album "
Rosso Relativo". L'anno dopo è il miglior artista esordiente del Festivalbar e vince il Premio italiano della musica. Nel 2003 bissa il successo con "
111 - Centoundici", che vende più di un milione di copie. La ciliegina sulla torta della fama internazionale è "Universal Prayer", la hit delle Olimpiadi 2004, in cui Ferro duetta con la star inglese Jamelia. Nel 2005 doppia Oscar, il pesce protagonista del cartoon "Shark Tale". Nel 2006 è ospite d'onore al Festival di Sanremo.
Mentre aspetto di incontrare Tiziano Ferro ascolto "
Nessuno è Solo", il suo nuovo album. Mi colpisce una strofa del duetto con Biagio Antonacci. Fa così: "Certe sere le donne baciano le donne". La scrivo sul bloc notes sotto gli altri appunti. Ne ho sottolineati due: il terzo disco del 26enne cantante di Latina è primo in classifica, davanti a quello di una star internazionale come Madonna. E la sua vita sentimentale è da sempre top secret. Dico, l'avrà pure una fidanzata, un'amante, una ragazza a cui scrivere un messaggio mentre gira il mondo per le sue tournée? Finito il cd, entro in una suite dell'Hotel Melià di Milano. Tiziano, in jeans e T-shirt, mi stringe la mano, poi affonda su una poltrona.
La classifica parla chiaro: Ferro è meglio di Madonna
"Non esageriamo! A mio favore ha giocato l'attesa. Erano tre anni che non facevo un disco. Madonna, invece, è sempre dappertutto: in radio, in tv, sui giornali. Ad agosto viene anche a cantare qui in Italia".
Nel nuovo album, "Nessuno è Solo", parli di molte donne. O sbaglio?
È vero, tante canzoni le ho scritte pensando alle figure femminili che fanno parte della mia vita e che, in qualche modo, l'hanno cambiata".
Iniziamo dalla prima?
"Alla più importante ho dedicato due brani, "Ti Scatterò Una Foto" e "Ed Ero Contentissimo". Sarei anche stato autorizzato a dire il suo nome, ma non mi va. Facciamo così, chiamiamola Miss due canzoni" (ma noi abbiamo scoperto che il nome è Silvia).
Chi è questa Miss due canzoni?
"Ha più o meno la mia età ed è italiana. Siamo stati insieme, anche se ora non abbiamo una storia. L'affetto che ci lega, però, va oltre un rapporto standard che nasce e muore nel giro di qualche mese o di qualche anno: si è trasformato in un amore che può concedersi il lusso dell'infinito".
Addirittura!
"È così. L'ultimo anno, per esempio, lo abbiamo passato separati. E per me è stata una sofferenza, perché quando due persone si vogliono davvero bene non riescono a stare lontane a lungo. Ecco perché in "Ti Scatterò Una Foto" dico: "Non basta più il ricordo, ora voglio il tuo ritorno".
Sei continuamente in viaggio. Come fai a pretendere che una persona stia sempre con te?
"Be', se fosse per me, metterei lei e i miei amici più cari dentro la valigia. A volte ho provato a farlo (si ferma, poi scoppia a ridere). Non a metterli dentro la valigia, ovviamente...".
Chi è la seconda donna della tua vita?
"Alice, la mia nipotina. Da quando è nata, il 17 marzo 2004, ha portato una luce nuova in famiglia, ci ha fatto riscoprire la voglia di stare insieme. La vuoi vedere? (mi mostra il display del cellulare, dove c'è una sua foto). Di lei parlo in "Già ti guarda Alice"".
La terza è la Carrà!
"È un mito. Pensando a lei ho scritto "E Raffaella è mia". Gliel'ho fatta ascoltare sul mio iPod a Madrid".
E lei?
"Si è messa a saltellare sulla sedia. Era entusiasta. La mia canzone le è piaciuta tantissimo".
In "Baciano le donne" parli di omosessualità.
(Squilla il cellulare, lui guarda il numero e respinge la chiamata) "Era Miss due canzoni. Le ho riattaccato il telefono in faccia (si fa un'altra risata). Vabbè, capirà. Se richiama, te la passo".
Volentieri.
"No, col cavolo. Sono geloso, gelosissimo. Dicevamo?".
Delle donne che si baciano.
"Quella canzone è nata quando alcune mie amiche, tempo fa, sono venute a trovarmi in Inghilterra. A una festa le ho beccate mentre baciavano altre ragazze inglesi. Mi sono chiesto: "Ma com'è 'sta storia?". Per fortuna sono uno dalla mentalità elastica".
A te è mai capitato di avere una relazione con un uomo?
"Mi succede spesso di ricevere attenzioni da parte di una persona del mio stesso sesso, molto spesso. La cosa non mi dà fastidio. Finora non ho mai ceduto, ma. Mai dire mai... Faccio parte di una generazione abbastanza spregiudicata. E se dovessi avere una storia con un uomo non la vivrei come un dramma. L'omosessualità è una cosa che può far parte della vita di una persona, è inutile negarlo".
Ma i tuoi genitori come la prenderebbero?
"Non ne farebbero una tragedia: sono persone sufficientemente intelligenti. Mi hanno dato un'educazione all'insegna del "vivi e lascia vivere". Per loro l'importante è che io sia felice. Mia madre, per esempio, sarebbe molto più preoccupata se mi vedesse bere una birra di troppo".
Lo fai spesso?
"No (ride). Però tra cinque minuti me ne prendo una".

07/07/06 -
Il Giornale
"Tiziano Ferro pop semplice e intelligente"
Ha un ruolo alquanto anomalo, Tiziano Ferro, nell'ampio panorama del cantautorato giovane: poco incline a radicali innovazioni, si muove nell'ambito d'un repertorio romantico-intimista piuttosto frequentato, ma con intelligenza, sincerità e indubbia personalità. Un modo, insomma, di dire cose comuni senza indulgere troppo ai luoghi comuni. "
Nessuno è Solo", il nuovo album, conferma questo sapiente equilibrio, dal quale deriva probabilmente il successo di Ferro: capace di attrarre le simpatie dei tradizionalisti senza però irritare i cultori della canzone «di contenuto». A ciò s'aggiungano il solido senso della melodia, la coinvolgente schiettezza d'interprete, gli arrangiamenti non rivoluzionari ma funzionali e convenientemente moderni. Con qualche inattesa arditezza di scrittura poetica: «Sono la tarantola d'Africa / sorrido pensando brutto / dentro la mia scatola di plexiglas... / dicono che so ucciderti osservandoti / ma tu paghi il tuo biglietto per guardarmi / poi potrai volermi morto oppure amarmi». Niente male, per un album genuino, intenso seppure alieno dall'approfondita lettura della realtà che è dei sommi cantautori. Interviene in un brano Biagio Antonacci.

05/07/06 -
FIFAworldcup.com
Ferro: "E' finita come doveva finire"
Tiziano Ferro, cantante
Nato a Latina il 21 Febbraio 1980, vive a Londra dal 2005.
Studia 7 anni di chitarra classica , 1 anno di batteria e 2 anni di pianoforte. All'età di 16 anni entra nel coro gospel di Latina, occasione che gli consente di affinare il proprio talento appassionandosi agli stilemi della musica nera.
Si iscrive all'Accademia della Canzone di Sanremo: nel 1997 non supera lo scoglio della prima settimana; nel 1998 è fra i dodici finalisti del Festival della Canzone Italiana. Nel 2001 firma il contratto con la casa discografica EMI e nel luglio dello stesso anno esce il suo primo singolo: "Xdono" e scala vertiginosamente le classifiche italiane fino a conquistare la vetta sia nelle vendite che nell'airplay radiofonico.
Dove hai visto la partita Italia-Germania?
Purtroppo non ho potuto guardare con attenzione tutte le partite dell’Italia anche se ho cercato di seguirle il più possibile. Ho appena lanciato il mio nuovo disco ("
Nessuno è Solo"), ho quindi tanti eventi promozionali, sono in giro per tutta Europa. Ma ieri sera era troppo importante! Pensa che in Belgio, ho fatto finire la promozione alle 20, per poter guardarmi la partita in albergo. Assieme ai miei collaboratori ci siamo fatti dare una sala in modo da poter condividere questa sofferenza. Per fortuna, potro’ guardarmi la finale da casa mia in Inghilterra, almeno saro’ libero e senza impegni di lavoro.
Come hai trovato la prestazione della squadra italiana?
Molto bella questa partita, spettacolare ! E poi è proprio finita come doveva finire!
Non sono un grande tecnico, però mi è sembrato che l’Italia abbia tenuto testa a degli avversari molto forti, non scordiamoci che erano i padroni di casa. Basti pensare al tifo massicio che stavano portando avanti i tifosi tedeschi.
Secondo me, siamo stati molto bravi sopratutto a livello psicologico, reggere questa prova di forza importante. Abbiamo giocato molto bene. La posizione degli italiani durante la partita era estremamente delicata. E stato difficile segnare, ed è stato fondamentale mantenere l’equilibrio.
Credo che l’entrata di Del Piero sia stata necessaria ed essenziale.
Sono un grande tifoso di Del Piero, che conosco personalmente, è una grandissima persona. Ha dimostrato di essere veramente un grande campione. Sa superare qualsiasi tipo di polemica, come quelle che i giornalisti sportivi sanno creare intorno a lui. Voglio ringraziarlo per queste emozioni, per il goal che ha segnato ieri.
Ci sono altri personaggi chiave del calcio italiano, insieme a Totti, che sanno dare delle grandi emozioni. Ieri ho perso la voce, a forza di urlare per due ore.
Per la finale dovro’ rilassarmi, alrtimenti poi rimango un mese fermo senza lavoro.
Che tipo di tifoso sei?
Non sono mai stato un grande tifoso, ma ieri ho capito perché. Quando guardo le partite, sono talmente coinvolto che mi stresso troppo. Preferisco sottrarmi perché diventerei troppo calcio dipendente.
A casa mia sono tutti della Lazio, dalla buon’anima di mio nonno fino a mio fratello. Sono tutti laziali molto convinti. Non ho seguito il campionato italiano ma se dovessi scegliere, forse mi definirei della Lazio.
Chi vedi in finale contro l’Italia, Portogallo o Francia?
Mi piace molto il Portogallo. E una squadra che meriterebbe molto. Sarebbe però spettacolare vedere una finale Italia – Francia. Credo che la finale sarà proprio questa.
Sono comunque diviso, di cuore mi auguro che passi il Portogallo, di testa credo che succederà il contrario.

Mensile -
Rolling Stone
"Parole di Ferro"
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Mensile -
Cosmopolitan
"(Normalmente) Non parlo d'amore"
Ma per Cosmo
Tiziano Ferro ha fatto un’eccezione. Così, tra una dichiarazione di indipendenza dalle regole dello showbiz e una confidenza sul suo “mal de vivre”, l’idolo delle donne confessa per la prima volta per la prima volta i suoi “veri” sentimenti.
di Cristiana Allievi
Tiziano mi sorprende alle spalle mentre, seduta sulla grande poltrona in pelle del suo studio discografico a Milano, ascolto “
E Raffaella è Mia”, il brano più ironico del suo terzo album, “
Nessuno è Solo”, in uscita il 23 giugno (il singolo
Stop! Dimentica è già un tormentone radiofonico). Mi giro e mi trovo davanti un ragazzo di 26 anni in jeans e maglietta neri.
Il suo viso è come una minibiografia: racconta che è un tipo navigato ma anche pieno di autentico entusiasmo. Me lo ricordo ammiccante sulla cover del suo primo disco, “
Rosso Relativo”, con una mano piazzata esplicitamente tra le gambe; e quindi sono certa di incontrare uno che sa come “intortare” una donna. Io lo attendo al varco. Sono qui a poche ore dal trionfo del suo singolo e Tiziano sta “girando” a mille. Avrei dovuto immaginarlo: se al suo esordio, cantando “
Xdono”, si era piazzato in classifica subito dietro Eminem e Shakira ("Rosso Relativo" aveva venduto più di un milione di copie!), questo ragazzo dev’essere una vera forza della natura, no? Ora però, a giudicare da come parla a macchinetta intuisco il suo timore che mi “avvicini” troppo alla sua parte più protetta, quella della dimensione affettiva. Non ti svelo chi l’ha spuntata alla fine dell’intervista, ma di certo ancora una volta Cosmo non ti deluderà. E Tiziano ti dirà tutto di sé, sesso compreso…
HO IMPARATO L’AUTOGESTIONE
Sono passati tre anni dall’ultimo disco, “111 – Centoundici”: cosa hai fatto in tutto questo tempo?
“Ho vissuto. Ed è fondamentale, visto che scrivo i miei testi. Se non vivi si sente che le canzoni non nascono da esperienze reali, che hai fatto o che avresti voluto fare. E poi avevo un’esigenza: rispondere alla domanda cosa diventerò da grande?”.
Dopo il successo di “111 – Centoundici” hai detto: “Non mi vedo fare questa vita per il resto dei miei giorni!”. E’ così che ti sei preso una “pausa”?
“Mi sono accorto che molte cose mi stavano sfuggendo di mano, stavo perdendo alcune persone che mi sono care, le mie abitudini e soprattutto i miei spazi. Ho cominciato a vivere una crisi esistenziale mentre mi trovavo in Messico, proprio, quando iniziavo a sfondare in quel Paese. Lì ho conosciuto un’altra mentalità: l’idea del tempo è molto diversa da quelle parti e ti porta a riflettere”.
Ti riferisci al fatto di affrontare le giornate con calma?
“Sì. Ho deciso di riprendermi i miei ritmi, mi sono “scollegato” da tutto per capire cosa volevo davvero. Mi sono iscritto a un corso in un’università privata e in un anno e otto mesi ho preso una laurea breve come interprete”.
Voto?
“Ottantotto centesimi: non male se pensi che nel frattempo ero anche impegnato in un tour. Ma il mio non era semplicemente il bisogno di fare altro; volevo essere messo di fronte a “esami” che fossero tangibili”.
Dopo il liceo ti eri iscritto a Ingegneria e all’improvviso hai fatto bingo in tutto il mondo con “Xdono”: come facevano a convivere in te numeri e note?
“Per me le cose sono collegate. Sono un Pesci al 100%: da una parte amo la musica, dall’altra ho una mente scientifica e pragmatica. Lo studio era parte del mio quotidiano, ma dedicavo le notti e i weekend a scrivere, a provare con le band che mettevo su con gli amici, a registrare e a fare demo da portare alle case discografiche. La formazione scientifica è quella che mi ha salvato all’inizio del mio successo: non mi sono mai innamorato di questo stile di vita perché avevo una mentalità tecnica. Mi sono liberato subito dalle sovrastrutture del mio ambiente”.
Come i manager…Ma è vero che ti autogestisci?
“Sì, ed è molto importante farlo. Ero stufo di essere spremuto come un limone solo per fini economici. Poi ‘sti soldi non me li ritrovavo in tasca io, ma altre persone (scoppia a ridere. Lo ammetto, ero prevenuta ma il ragazzo è coinvolgente, ndr). Quindi ho chiuso con un certo meccanismo, perché se è vero che la ricchezza non è il fine di questo mestiere non va neanche bene che gli altri diventino miliardari e tu non riesca a comprarti una casa!”.
Mi fai un esempio della tua libertà d’azione?
“Oltre al progetto musicale, decido cosa fare di ogni disco che esce, in Italia e all’estero. E’ stancante ma preferisco così. Ho reimpostato tutto, ho iniziato a salvaguardare la mia salute, a seguire un percorso che mi corrisponda. Per esempio, ho scelto di fare tour più brevi. Vado poco in televisione perché mi vergogno. Accetto di presentarmi in video solo se c’è un bel rapporto con il conduttore”.
Sembra perfetto. Però non è semplice, perché alla fine devi pur far sapere alla gente che esce un tuo disco!
“Per questo primo singolo ho deciso di non fare tv; non immagino la mia canzone in quella cornice. Ci andrò a settembre, con il secondo singolo: è una ballata e quindi ha senso cantarla all’interno di un programma”.
Torniamo al tuo esordio: quando proponevi in giro le tue canzoni cosa ti rispondevano?
“Che erano belle ma non riuscivano a farle cantare a nessuno. In quel momento infatti, pensavo di fare solo l’autore per altri artisti”.
E invece?
“Alla fine qualcuno mi ha spiegato che l’unica soluzione era che le cantassi io. Così è iniziato il percorso inarrestabile che mi ha portato a registrare il primo disco: ho mollato tutto il resto quando “
Xdono” ormai era al numero uno delle classifiche”.
CON LA MUSICA HO VINTO LE PAURE
E’ vero che agli inizi ti hanno detto “Per sfondare devi essere magro”?
“Questa storia è stata raccontata male. E’ semplicemente successo che i primi discografici che mi hanno proposto un contratto mi hanno fatto notare che quello del peso avrebbe potuto essere un problema”.
Il messaggio non mi sembra diverso…
“Lo è. Hanno toccato un punto dolente, ero insicuro e compensavo certe carenze mangiando. Se fossi stato bene con me stesso mi sarei tenuto quei 30 chili in più! Invece non era così e la musica mi ha aiutato: con le prime soddisfazioni il cibo è passato in secondo piano e sono dimagrito”.
Hai detto di aver scoperto di avere fame d’amore…
“Come tutti e soddisfarla è il nostro obiettivo. Non è un caso che abbia intitolato il mio disco “Nessuno è Solo”.
Tu come riesci a non sentirti solo?
“E chi l’ha detto? Il punto è che a volte siamo noi a pensare di non avere nessuno, a creare barriere, a flagellarci, perché un po’ questa condizione ci piace. Quello della solitudine è un enorme equivoco, mi viene da dire: facciamoci compagnia!”.
Chi sono i tuoi migliori amici?
“Roberto e Silvia di Latina; sono persone normali che fanno lavori normali. Agli Mtv Europe Music Awards di Roma, nel 2004, li ho voluti con me, condividiamo tutto”.
SE TI FACCIO SCHIFO NON COMPRARMI
Hai dedicato un pezzo del nuovo disco a tuo fratello e hai anche il suo nome tatuato sul braccio. Cosa ti lega così tanto a lui?
“Ho sempre voluto un fratello e ho vissuto la gravidanza di mia madre come il periodo più bello della mia vita. Flavio ha undici anni meno di me e il nostro non è un rapporto convenzionale. Adesso che lui ha 15 anni iniziamo a comunicare in modo totale”.
La canzone affronta argomenti tristi…
“Se ci fai caso, prima parlo di Flavio, poi finisco dicendo”vedo mio fratello sul giornale, sorrideva ma io lo so che stava male”. E’ la celebrazione del nostro rapporto, che reputo telepatico: volevo renderlo comprensibile a tutti. Quello che dico di lui, potrebbe essere detto da lui su di me”.
E invece perché hai scritto “E Raffaella è Mia”, sulla Carrà?
“Come, tu non le dedicheresti un pezzo? Conduttrice, ballerina, attrice, ha cantato in otto lingue: Raffaella è l’unica diva che abbiamo esportato nel mondo. Ma sai che in Messico ancora ti chiedono: “Raffaella come sta? Che fa? Perché non viene qui?”. Viaggiando ho scoperto che lei è un vero idolo. Quel brano è il momento perverso del mio disco! Ho immaginato l’uomo invisibile che vuole Raffaella solo per sé. Lei sì che è un’icona”. (Veramente la Carrà è un’icona in primis per la cultura gay, ma preferisco non ricordarglielo…ndr).
Tra tv e cinema cosa salvi?
“Il cinema, senza dubbio. Ma non sono polemico con la televisione; non è come per le Ferrovie dello Stato, che te le devi tenere: i programmi puoi scegliere di non guardarli. Lo stesso vale per la musica: quando qualcuno mi dice: “Mi fa schifo quello che fai”, io penso “e allora non comprarti il disco”. In fondo è questa la vera par condicio”.
Molti artisti della tua età raccontano che spesso le persone reagiscono in modo negativo di fronte al loro successo. Come lo spieghi?
“Le mie manie depressive sono nate proprio a causa della cattiveria della gente. Non sai cosa può scatenare. Una volta una bambina di sei anni mi è venuta a chiedere un autografo e il padre, che chiaramente non era un mio fan, l’ha presa per i capelli e l’ha portata via dicendole “vergognati”. Per non parlare delle scritte insultanti (Colpa dell’invidia? ndr) che comparivano sotto casa. A Roma almeno una volta al mese i vicini mi citofonavano per farmi riverniciare il muro accanto al portone. Episodi come questi ti segnano per forza”.
QUANTE CHIACCHIERE SUL MIO CONTO
Ne ho lette di tutti i colori su di te, anche in Internet. Insistono sul fatto che sei gay…
“Bisogna stare attenti a non creare sensazionalismi. Tutti vogliono che gli artisti si mettano nella posizione di fare notizia. Io invece penso che la musica debba unire e basta. Per questo non parlo mai di politica, di religione o di sesso; non penso sia compito mio. Ma ci tengo a essere chiaro: voglio che la gente sappia che non prenderò mai posizione pubblicamente, né pro né contro qualcosa”.
Ma tu dove ti collochi?
“Posso dirti che io, come persona, ho una mentalità molto elastica…”.
Insomma sei omosessuale o eterosessuale?
“Ma che c…. di domande mi fai?”. (Sembra sconvolto, ma in realtà è chiaro che si aspettava che affrontassi l’argomento. Per un attimo Tiziano, che di solito parla a raffica, tace, poi scoppia a ridere. L’autoironia non gli manca!, ndr).
Bé, insomma girano voci insistenti…
“Non c’è niente di vero; se ti riferisci ai blog dicono scemenze”.
Proprio a quelli.
“Tutto quello che sparano sulla mia vita privata sono idiozie: pensa che non ho mai avuto un coreografo! (Si riferisce al fatto che sui blog si legge che Tiziano avrebbe una relazione con il suo coreografo, ndr). Non ho problemi con l’omosessualità. Ma da qui a dire che sono gay…”.
Mi stai dicendo che sei bisex?
“Ma, non lo so…(La tensione nella stanza si taglia con il coltello e “sento” che stavolta ho centrato l’obiettivo. Il silenzio che segue mi sembra interminabile, ndr). Ti ripeto: sono molto elastico mentalmente…”.
Le donne per te sono importanti?
“Vedi, sono uno che non ama raccontare i fatti suoi. Non ho mai parlato delle mie storie neanche a mia madre, perché mi vergogno. Ho avuto una relazione con una donna famosa e nessuno ci ha beccati, capisci cosa intendo? A me non piace vivere pubblicamente i miei amori. Ma vorrei che si sapesse che non esprimo giudizi né in un senso né nell’altro”.
Sei innamorato in questo momento?
“No, io sono sempre solo. Mi sono anche ritirato a vivere in Inghilterra; ho seguito l’esempio di Valentino Rossi. I miei amici quando vogliono mi vengono a trovare lì. Basta”.
Ti piace vivere a Londra?
“Sto per conto mio, non faccio niente, vado al cinema, ragiono sulle mie manie, sulla depressione. Come si fa ad avere una relazione con uno come me? E’ davvero impossibile”.
Da come parli non sembra pesarti non avere qualcuno accanto.
“Ho capito che questo è un lavoro che ti toglie qualcosa, non c’è niente da fare. E se voglio continuare a cantare devo accettare anche gli svantaggi. E poi hai mai letto le interviste di Robbie Williams?”.
Sì, anche la sua biografia. Perché?
“Bé, io mi ritrovo molto in lui. Fa una vita di m….E’ perseguitato dai giudizi della stampa e non riesce ad avere un’esistenza normale e delle relazioni”.
Entrano a dirci che lo aspettano per un’intervista di gruppo. Mentre lascio lo studio penso che, per essere uno abituato a gestire il successo come un ragioniere, Tiziano in questa chiacchierata si è lasciato andare con coraggio e ha svelato sui suoi sentimenti più che con tante “sparate” sensazionalistiche.