Agosto '07
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E' Tiziano il re dell'estate
Ferro e Fuoco
Tour, vendite record e ora un cd negli Usa
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TV Sorrisi e Canzoni
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10/08/07 -
La Repubblica
Dischi Impossibili: Dean Martin canta Roma con Tiziano Ferro
Esce un intero cd di duetti virtuali del crooner morto nel '95. Con Joss Stone, Robbie Williams e l'italiano Tiziano Ferro
di Gino Castaldo
ROMA - «Ecco la star dello show, direttamente dal bar» urla un presentatore estratto dalla notte dei tempi. Il disco inizia così e quasi ci sembra di vederlo caracollare sul palcoscenico, con un bicchiere di bourbon in mano e la voce più sorniona e vellutata che sia mai apparsa su un palcoscenico americano. Dino Crocetti, in arte Dean Martin, è oggi oggetto del più singolare tributo immaginabile, un disco di duetti, intitolato Forever cool, tutti ovviamente virtuali, tra cui spiccano Charles Aznavour (che sarebbe un quasi coetaneo) nella celeberrima Everybody loves somebody, Robbie Williams in Please don't talk about me when I'm gone, il due volte premio Oscar Kevin Spacey e, ancora più sorprendentemente, il nostro Tiziano Ferro in una accattivante, morbida, versione di Arrivederci Roma.
Per quanto molto accurato, splendidamente prodotto, e soprattutto rigoroso, attento a evitare i passi più scivolosi della carriera di Dean Martin, tipo That's amore, il disco risulta inevitabilmente spiazzante e vagamente fantascientifico. È talmente ben fatto che molti dei duetti sembrano assolutamente veri, realizzati lì per lì nel leggendario Studio A di Hollywood dove Martin registrava i suoi dischi per la Capitol.
Paris Bennett, discreta cantante, famosa in America per aver vinto le selezioni del popolare show "American idol", risponde ridacchiando alle frasi melodiche di Martin come se davvero stesse giocherellando con lui davanti al microfono. E che questi giochetti siano pericolosi lo dimostrano un paio di storielle che circolano sull'operazione. A quanto pare Kevin Spacey, in un momento di euforia, avrebbe esclamato: «Lui è qui, in questa stanza, è definitivamente lui», e peggio ancora il virtuoso del sax Dave Kotz a un certo punto della registrazione avrebbe chiesto ai tecnici: «Per favore potete spegnere i registratori e lasciare me e Dean a improvvisare un po', da soli?». Cose che capitano quando si evoca un fantasma, e i precedenti non eliminano del tutto la sensazione di un'avventura ai limiti dell'allucinazione.
La fama di Martin come cantante del resto, l'unico artista che veniva soprannominato col suo vero nome, ovvero Dino, a dodici anni dalla scomparsa, è in netto rilancio. Una raccolta del suo repertorio, edita poco tempo fa, ha spopolato, e questo deve aver convinto la Capitol, sottomessa al vigile controllo della famiglia, che il carisma soffuso di Martin avesse ancora ampi margini di resa. Il titolo deve essere stato ispirato da un articolo di Playboy uscito nel 2004 che incoronò Dean Martin come "l'uomo più cool che sia mai esistito", e non traduciamo il termine "cool" perché non esiste una versione attendibile in italiano. Diciamo un misto di fascino, bellezza, saper vivere, ritmo, stile. Particolare non sfuggito a Robbie Williams che ambisce a qualcosa di simile e infatti e per l'occasione ha affermato: «C'è questa innegabile forza a cui non puoi dare un nome. Io vorrei essere come lui nella vita reale. Fuori del palco vorrei essere come Dean Martin». Vita reale? Parola grossa parlando di questo progetto. Che però ci regala una notevole versione internazionale di una delle più belle canzoni italiane: Arrivederci Roma. Alla prossima occasione, penseranno di invitare anche Renato Rascel?

09/08/07 -
Ansa
TIZIANO FERRO: IL CIBO ERA LA MIA OSSESSIONE
ROMA - "Rosso relativo? Parla della fame notturna che ti fa svaligiare il frigo in piena notte, e non di sesso come credono tutti". A rivelarlo è il cantante Tiziano Ferro, in un'intervista pubblicata sul mensile Men's Health, diretto da Luigi Grella. L'artista, che tra il 2000 e il 2001 ha perso ben 38 chili, passando da 111 (titolo anche di un suo album) a 73, racconta al periodico la sua esperienza con il cibo e confida: "provo ancora vergogna a mettermi in costume".
Nell' intervista, Ferro ripercorre la sofferenza di quegli anni, in cui mangiare rappresentava un modo per compensare carenze di altro tipo: "Il mio problema alimentare era la bulimia. La dipendenza dal cibo è un malessere mimetizzato, e non va sottovalutato rispetto a quella da alcol, droga, fumo". Il rapporto con il cibo, secondo lui, ha radici culturali.
"Per le generazioni uscite dalla guerra l'abbondanza di chili era segnale di benessere. Un concetto sbagliato, perché dietro l'obesità c'é soltanto dolore". Dalle pagine di Men's Health, il cantante dà consigli alimentari preziosi ai suoi fan: "Cinque-sei pasti piccoli durante il giorno, al mattino yogurt, caffé e cereali. Poi carni bianche o pesce e verdure. E soprattutto, tanto allenamento". Anche se la linea non deve diventare un'ossessione: "Un filo di pancetta non guasta. Tutte le ragazze che conosco l'apprezzano".

03/08/07 -
Il Giornale di Sicilia
"Sotto le stelle do l'addio all'intimismo e scateno nella gente la voglia di ballare"
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