Febbraio '07
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23/02/07 -
Il Giornale
Ferro, un concerto per non arrugginire
L’età del Ferro, metafora per Genova
Grande successo ieri al Mazdapalace. Anche Fossati tra il pubblico.
di Massimiliano Lussana
Ieri sera, al Mazdapalace a Fiumara, c'era il concerto di Tiziano Ferro. E fra il pubblico, a sorpresa, è spuntato anche Ivano Fossati. Potrei recensirvelo, potrei raccontarvi dei testi e delle musiche del suo ultimo cd Nessuno è Solo. Potrei anche dirvi che Tiziano è testimonial dell'Avis e che domenica, a Quinto, fuori dalla chiesa, distribuivano i volantini in cui lui faceva da testimonial alla donazione di sangue. E che le ragazzine, incuriosite, donavano il sangue. Potrei anche parlare del suo ultimo video, quello con Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti, a Ponte Milvio, con i lucchetti e tutto l'armamentario di Ho Voglia di Te e di tutti i romanzi di Federico Moccia. Potrei, ad esempio, spiegarvi che Ferro è in qualche modo l'erede della grande tradizione italiana, anche di quella melodrammatica. Che è capace di abbinare giovanilismi rap e grande canto, qualcosa che riesce a dare emozioni. Un po’ come ha fatto il Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante, quanto di più simile a Giuseppe Verdi è possibile incontrare oggi. No, non scherzo. É la tradizione italiana che torna e rivive con nuovi mezzi, nuovi strumenti, nuovi suoni. Ma con la melodia come minimo comune multiplo e massimo comune denominatore che la accompagna sempre.
Potrei raccontarvi che Tiziano Ferro è l’artista italiano che - nella composizione, nella scrittura e nell’interpretazione - è cresciuto più di tutti negli ultimi anni. Non è un caso se è con Laura Pausini ed Eros Ramazzotti l’italiano che vende di più al mondo e l’italiano che ha pubblicato il suo disco in più Paesi al mondo: quarantaquattro (ma potrei sbagliare per difetto). Certo, fra questi c’è anche il Messico, le cui ragazze sono inferocite perchè Tiziano ha detto scherzando che hanno i baffi. Caso diplomatico poi chiuso grazie alle pronte scuse e alle precisazioni pilifero-tricologiche di Tiziano. Prova che, non solo Nessuno è solo, ma nessuno è nemmeno perfetto. Nemmeno Tiziano.
Potrei anche raccontarvi che - dopo canzoncine non destinate a passare alla storia della letteratura (e nemmeno a quella della musica, se è per questo) come Perdono, anzi Xdono nel terribile gergo giovanilistico, piacevoli giochini che scorrono via come acqua nella doccia - ora, a tratti, Tiziano Ferro sfiora la poesia. Parola sempre forte quando è abbinata alle canzoni e altrettanto spesso inadatta, anche quando si vuole fare un complimento. Però, sempre nel contesto della melodrammaticità e dei testi al confine del librettismo d’opera, ci sta anche questo.
Insomma, potrei raccontarvi tutto questo. Ma preferisco dire perchè, secondo me, parlare di Ferro va oltre il discorso prettamente musicale. Soprattutto, a Genova. Perchè Ferro è un ragazzo che viene da Latina, una città che offre poco ai giovani. Che ha iniziato a cantare nei cori gospel della sua chiesa. Che era quasi bulimico, ai limiti dell’obesità ed è arrivato a pesare centoundici chili prima di diventare ora quasi un sex simbol. Che ha un carattere un pò introverso e tende a stare con pochi amici. Insomma, la storia di Ferro poteva essere una storia arrugginita, poteva sfociare in qualche fallimento, poteva fermarsi alla periferia del mondo. O, più semplicemente, a Latina, alla periferia di una grande città. Ecco, io credo che la storia di Ferro possa avere molto da insegnare per molti ragazzi delle nostre delegazioni (anche Teglia o Palmaro, per Genova, possono essere nulla di più che «periferia di una grande città»), per giovanissimi in cui è sempre più difficile riconoscersi, anche se hanno non troppi anni meno di noi. Giovanissimi, soprattutto, che non hanno alle spalle un’educazione adeguata.
La storia di Ferro ci dice che, con la volontà, ogni successo è possibile. Ci dice che Nessuno è solo. A Latina, come a Genova.

18/02/07 -
Il Tempo
Tiziano Ferro Carramba che concerto
di Carlo Antini
«Ci voleva un vulcano di talento come Tiziano Ferro per riportarmi sul palco». Con queste parole Raffaella Carrà è apparsa ieri sera sul palco del Palalottomatica durante il concerto del cantante di Latina. Una maglia a maniche lunghe tempestata di brillantini argentati, pantaloni neri attillati e tacchi alti. Era vestita così la «Raffaella nazionale», accolta da una vera ovazione da parte delle undicimila persone presenti sugli spalti e sotto il palco. I lunghi capelli, biondissimi, le ondeggiavano sulle spalle mentre cantava e ballava come una ventenne. Dieci minuti in tutto ma intensissimi. La strana coppia si è esibita in un medley composto da due brani: «E Raffaella è mia» e «Rumore». E poi il gran finale insieme. «Tiziano Ferro ha scritto una canzone per me - ha detto la Carrà - ed è stato meraviglioso». Il cantante le ha risposto rivolgendosi al pubblico e parafrasando il titolo della sua canzone: «Ve l’avevo detto che Raffaella era mia!». I due hanno duettato come se lo facessero da anni, segno che la passione e la stima reciproca possono fare più di mille prove e concerti. Gli undicimila del Palalottomatica non credevano ai propri occhi e hanno iniziato a cantare più forte di prima fino all’abbraccio finale con tanto di bacio. Il duetto con la Carrà è stato solo uno dei momenti clou di un live che ha trascinato i fan dalla prima all’ultima nota. Poco più di un’ora e mezza di musica e sudore ha confermato Tiziano Ferro come una delle realtà più convincenti del pop nostrano. Tra pochi giorni il ragazzo di Latina compirà 27 anni ma si muove sul palco già come un veterano. La performance è cominciata poco dopo le 21, scandita dal delirio dei fan che si erano raccolti attorno al Palalottomatica già dal pomeriggio. Il ghiaccio è stato rotto da «Tarantola d’Africa». Poi tutte d’un fiato «Baciano le donne», «L’olimpiade», «Salutandoti affogo», «Imbranato», «Xverso», «Il bimbo dentro», «E fuori è buio». Dagli spalti le undicimila voci si alzavano all’unisono e il Palalottomatica sembrava sul punto di esplodere alle prime note di «Sere nere», canzone divenuta un classico. Ma Tiziano Ferro non aveva alcuna intenzione di abbassare la guardia, accompagnato da quattro ballerini, scenografie ispirate al teatro, giochi di luce e maxischermi alle sue spalle che scandivano i diversi momenti dello show. «Mio fratello», «Il cielo», «Ti voglio bene» e «Non me lo so spiegare» hanno condotto lo spettacolo verso l’apparizione della Carrà. Carramba che concerto, verrebbe da dire. Dopo il duetto, la parte finale del concerto è stata dedicata ai brani più popolari. E allora via con «Rosso relativo», «La paura che...», «Ed ero contentissimo», «Già ti guarda Alice». «Guai a chi me li tocca», ama dire Ferro a proposito della sua band. E ha ragione. Alessandro De Crescenzo alle chitarre, Leonardo Di Angilla alle percussioni, Andrea Fontana alla batteria, Christian Rigano alle tastiere, Pino Saracini al basso e Davide Tagliapietra alle chitarre hanno dato prova di grande abilità e precisione. Ferro usciva dal palco per il rush finale. Ma gli applausi scroscianti lo hanno trascinato di nuovo sotto i riflettori per fare largo ai bis: «Stop dimentica», «Ti scatterò una foto» e «Xdono». La festa è finita così. Con un «Grazie Roma, ti voglio bene». Mentre il pubblico usciva nella notte con le orecchie e il cuore ancora pieni di musica.

17/02/07 -
Il Messaggero
Perizoma, cuscini e iPod esplode la Ferromania
Invasione di fans e di gadget al concerto di Tiziano Ferro. E stasera un ospite a sorpresa: Raffaella Carrà
di Claudia Alì
Dal “palo dei lucchetti” a Ponte Milvio con Laura Chiatti, al Palalottomatica con i suoi fans, per cantare tutti insieme a squarciagola le mille tonalità dell’amore descritte nelle sue canzoni. Tiziano Ferro è approdato ieri alla sua tappa romana del tour “Nessuno è solo”. Undicimila persone formano l’esercito di Ferro, battagliero sin dalle prime ore del mattino. Già dalle otto, alcune centinaia di ragazzi arrivati da ogni parte d’Italia lo attendevano ieri davanti ai cancelli, agitando il loro biglietto, un panino per cena e l’inseparabile iPod con le hits del loro eroe. “Ed ero contentissimo”, “Stop! Dimentica”, ma anche le vecchie “Rosso relativo” e “Sere nere”, sono le canzoni più gettonate tra gli adolescenti. «Gli lancerò sul palco un aeroplanino di carta dove sopra ho scritto a lettere cubitali: Tiziano fammi volare», racconta con fermento Valeria, sghignazzando con un gruppetto di amiche. C’è Anna di Primavalle che cinguetta romantica un pezzo della canzone “Ti scatterò una foto”, e c’è anche Tiziana di Centocelle, che con grinta racconta: «Con la canzone “Perverso” ho dato il mio primo bacio ad un ragazzo». Esperienze, emozioni, ricordi che fanno vibrare le corde dell’anima. «Ho tre cd di Tiziano in macchina», interviene Giorgia di Tivoli, che aggiunge: «Ogni momento è buono per accendere lo stereo. Con le sue canzoni non mi sento mai sola». Jeans calanti, fascette colorate in testa, polsini al braccio ed una bibita fresca per dissetarsi. Ed i gadget? Il must, dopo perizoma e maglietta, è il cuscino con stampata sopra la foto di Ferro. Ce ne sono un’infinità sparsi sull’asfalto. Gialli, neri, viola... e alleviano la stanchezza dei fans che aspettano, sdraiati in terra, l’ora X dell’apertura dei cancelli. Prezzo variabile dai 5 ai 10 euro. Lo hanno comprato anche Giulia e Veronica: «E’ l’ideale per noi che sedute ad aspettare l’apertura ripassiamo Fisica. Domani abbiamo il compito in classe. Che gli racconteremo alla prof? Al massimo le canteremo “Perdono”». E c’è anche chi stasera farà il bis e si godrà un duetto davvero imperdibile. Infatti superospite del concerto di Ferro, sarà il suo mito di sempre, Raffaella Carrà, che ballerà e canterà con lui, sulle note della canzone che il cantante le ha dedicato, dal titolo “E Raffella è mia”. «Un tributo per l’unica diva italiana esportata nel mondo», ha commentato da italiano fiero, Tiziano Ferro.

17/02/07 -
Il Messaggero
Grande successo al Palalottomatica
Show di Ferro e fuoco e stasera c'è anche la Carrà
di Marco Molendini
ROMA - Sotto al cupolone di Nervi canta a tonsille spiegate Tiziano Ferro, signore e protagonista di uno show scritto e montato perché, a 27 anni (il compleanno è mercoledì) e dopo aver venduto cinque milioni di dischi in tutto il mondo, è il momento di far vedere quello che sa fare. E, cioè, che può crescere ancora (anzi è già cresciuto), che ha una gran voce, una profonda predisposizione per gli strapazzi melodici, per le atmosfere morbide e sentimentali. Insomma, che è un interprete appassionato oltrechè un autore di estro.
Così niente trucchi, niente inganni: ecco un palco sobrio, minimalista, che gioca elegantemente con le luci e le ombre, il filtro di una sorta di scatola di tulle, lo sfondo di uno schermo gigante (sembra di essere alle prese con il vecchio cinemascope) che fa da orizzonte in movimento, una band che si dispone in senso longitudinale, un mini corpo di ballo per dare, quando serve, il clima del musical. Suda, canta, accenna passi di danza, si danna l’anima Tiziano per dare il meglio di sè (anche se è reduce da una brutta influenza che lo ha costretto a tagliare quattro date) cucendo passato e presente.
C’è tutto, proprio tutto, l’ultimo album Nessuno è solo (dal quale prende il titolo il tour): da Tarantola d'Africa a Baciano le donne (con la voce di Antonacci e l’immagine di uno trasgressivo bacio saffico), a Salutandoti affogo (la scatola di tulle con le immagini proiettate si trasforma in un suggestivo acquario). In E Raffaella è mia si veste da bravo presentatore tv su una scenografia che ricorda varietà come Milleluci e fa le prove prima della carrambata di stasera con la Carrà attesa finalmente come ospite. La sua voce duttile e potente affonda in pezzi dalla robusta costruzione melodica ma tutt’altro che scontata e dal clima decisamente intimista come La paura che, E fuori è buio, Ed ero contentissimo.
C’è spazio anche per dei ripassi: Il cielo (il suo primo brano, del 1987, con le immagini mentre canta a sei anni). L’album dei ricordi rievoca inesorabilmente Xverso con una coreografia chiaramente ispirata ad Arancia meccanica, che non è la sola citazione cinematografica, visto che Il bimbo dentro richiama la corsa del piccolo protagonista de I 400 colpi di Truffaut). Ancora, nel capitolo dei ripescaggi c’è Imbranato, Ti voglio bene (accompagnata da un cuore di Keith Haring) ci sono, e come potrebbero non esserci, hit consumati come Rosso relativo e Xdono.
Il finale riporta all’attualità con i singoli Stop!Dimentica e Ti scatterò una foto e la chiusura con Non me lo so spiegare. Tiziano da Latina saluta, ringrazia e stasera bissa: il suo ritorno al Palalottomatica, dopo tre anni, mette insieme ventimila romani.

17/02/07 -
Libero
Stasera in undicimila a Roma
Tiziano Ferro "riabilita" Raffa e se la porta sul palco
di Chiara Pellegrini
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17/02/07 -
La Voce d'Italia
Stimata una presenza di 20000 fans per la doppietta di concerti romani del cantautore di Latina
Tiziano Ferro: nuovamente Live nella Capitale
Oltre alla sua voce, coreografie ed immagini ad effetto sul maxischermo
di Piero Barbaro
Da Latina all’Eur, dal coro gospel pontino al Palalottomatica, la strada sembra essere veramente breve per Tiziano Ferro, che in queste due serate del suo tour non mancherà l’occasione per fare ritorno a casa, dagli amici di vecchia data. Anche per l’ultimo album, “Nessuno è solo”, tante sono state le tappe prima di arrivare a questo grandioso momento: il momento della scrittura dei pezzi, quello della registrazione in studio ed infine quello della promozione, quello che l’artista pontino preferisce di più, il momento di poter cantare dal vivo. Tra ieri e questa sera si pensa arriveranno a quasi 20 mila i fans che canteranno insieme a Tiziano Ferro sia le nuove canzoni dell’album, “Stop! Dimentica”, “Ed ero contentissimo”, che l’ultimissimo singolo “Ti scatterò una foto”, o veri e propri cult , i cavalli di battaglia: “Sere Nere”, “Xverso” e “Xdono”.
Come nello scorso tour, Tiziano è affiancato in più di qualche occasione da balli coreografici con 4 ballerini, due ragazzi e due ragazze, e da immagini ad effetto che scorrono sul maxischermo, e non è solo la sua voce il motivo per assistere allo spettacolo. L’artista lo ha definito il primo vero tour in grande stile, e non c’è da meravigliarsi: basta provare a misurare la ‘febbre italiana’ per Tiziano Ferro, un cantante decisamente entrato nell’elite dei campioni della melodia italiana che, non a caso, al prossimo Festival di Sanremo farà la sua comparsa addirittura con la qualifica di ‘super-ospite’. Ma non è tutto per l’artista ventiseienne pontino, perchè anche nei paesi latini gli effetti sortiti sono decisamente travolgenti.
Al Palalottomatica un vero e proprio spettacolo, ricco di tecnologia e di scenografie interessanti, come il filmato del bacio lesbo in occasione della canzone “Baciano le donne”, grazie alla regia di Giancarlo Sforza che ha decisamente puntato, senza nasconderlo, sulla comunicazione emozionale.

16/02/07 -
Quotidiano Nazionale
CARRAMBA CHE OSPITE
La Carrà al tour di Tiziano Ferro
Lei non appare sulla scena dal vivo da diversi anni, lui sogna di esibirsi con lei da una vita. Il sogno si realizzerà: "Da italiano, mi senti in dovere di dedicare un tributo alla 'nostra grande'", ha detto Ferro.
CARRAMBATA. Raffaella Carrà sarà ospite speciale del concerto di Tiziano Ferro domani, al Palalottomatica di Roma. Una straordinaria partecipazione che farà della seconda data romana del nuovo tour di Tiziano Ferro, per la quale si è già registrato il tutto esaurito. Gli oltre 11mila spettatori presenti avranno la possibilità di assistere non solo ad uno dei più interessanti concerti della stagione, ma anche ad un duetto e a un'esibizione 'storici'.
DAL VIVO. La Carrà, che non appare dal vivo sulla scena italiana da molti anni, ballerà e canterà con Tiziano Ferro sulle note di 'E Raffaella è mia', tributo che l'artista ha voluto dedicarle nel suo ultimo album. "È l'unico vero caso di diva italiana esportata nel mondo, esempio mai più ripetuto di fama completa - commenta Ferro - Come molti americani celebrano le loro J.Lo , Madonna o Liza Minnelli io, da italiano, mi sono sentito in dovere di dedicare un tributo ad una nostra 'grande', che in questa canzone immagino disposta ad allestire uno show privato solo per me".

16/02/07 -
Libero
"Nessuno è Solo" tour
"Contentissimo di essere qui"
Tutto esaurito stasera e domani per il concerto di Tiziano Ferro al Palalottomatica
di Andrea Valle
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Settimanale -
Cioè
Tour e dintorni
Scannerizzazioni realizzate da Saryviola!
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Parte 1
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Parte 2

16/02/07 -
MondoErre
... A FERRO E FUOCO
Schermi trasparenti, movimenti coreografici, effetti speciali, scenografia elegante. Sono gli «ingredienti» principali dello show messo in piedi da Tiziano Ferro, mai così spettacolare come questa volta. «Al centro, però, rimane la musica, la fonte principale per dare emozioni». La nostra intervista.
di Claudio Facchetti
È un tour che promette meraviglie quello che Tiziano Ferro si appresta a intraprendere tra pochi giorni. Uno spettacolo, almeno per lui, mai così ricco e completo come questa volta: schermi mobili, effetti speciali, movimenti coreografici, scenografia elegante, filmati sullo sfondo del palco. Tutto serve per avvolgere le canzoni del suo ultimo convincente album, “Nessuno è solo”, che sta tenendo il passo, sul piano delle vendite, dei due precedenti dischi, “Rosso relativo” e “Centoundici”, tre milioni di copie vendute insieme in tutto il mondo.
Si spiega con questa cifra il «salto di qualità» nell’imbastire uno show di grosse proporzioni da parte di Tiziano, diventato ormai una stella di prima grandezza non solo in Italia ma anche all’estero. Una bella soddisfazione per il ragazzo che tanti anni fa aveva incominciato ad allenare la voce nel coro di gospel di Latina, la cittadina romana dov’è nato, e intanto sognava di scalare un giorno le classifiche. Obiettivo oggi centrato, forse al di là delle più rosee previsioni, ma ottenuto dopo molti sacrifici, tante porte sbattute in faccia e un lungo «apprendistato» come corista per altri artisti. Adesso tocca a lui stare in prima fila sotto i riflettori di uno show importante. L’ennesima scommessa che Tiziano può solo vincere.
L’INTERVISTA
Com’è stato concepito lo spettacolo?
È davvero difficile condensare in poche parole tutte le idee concentrate sul palco. Ci saranno alcuni schermi mobili invisibili all’occhio in cui verranno proiettate immagini che interagiranno con me, momenti di danza, effetti luce particolari… D’altra parte, ho voluto dare a ogni canzone una sua «ambientazione», senza per questo esagerare. L’intenzione è di fare un concerto appagante visivamente, elegante, originale e sobrio, e di portare uno spettacolo dal respiro quasi teatrale in spazi più ampi.
Uno show così pensato non rischia di imbrigliarti, facendoti perdere in spontaneità?
È un pericolo che ho subito cercato di scongiurare. Lo spettacolo segue, per certi versi, una sua… «trama» e tempistica, ma non sarà freddo. Tutto è pensato perché sia coerente con il mio carattere e con quanto ho voluto raccontare con la mia musica. Al centro, quindi, rimangono le canzoni e la loro capacità di comunicare emozioni.
Come sarà composta la scaletta?
Eseguirò tutte i brani di “Nessuno è solo”, più un’ampia selezione tratta dagli altri due album. Mi è sempre difficile escludere qualche canzone perché sono affezionato ad ognuna di esse. D’altronde, durante la carriera, ho avuto una grande fortuna: non ho mai incontrato qualcuno che mi abbia impedito di incidere un pezzo come volevo. Di solito, agli esordi, c’è il discografico o il produttore che cercano di indirizzare le tue scelte, invece a me è andate bene.
C’è una canzone, tra quelle che hai scritto, a cui sei più affezionato?
“Il bimbo dentro”, che chiude il primo album e non ho mai smesso di fare. È anche l’unica che ho cantato in italiano durante lo scorso tour in America Latina perché è troppo significativa per me. Anche se il brano è stato scritto anni fa, è la fedele fotografia di ciò che sono io ancora oggi. E quando me lo dimentico, quel pezzo mi rinfresca la memoria. La canzone non è mai uscita su singolo, ma dalle e-mail e dalle lettere dei fans, è molto apprezzata.
«SONO LA VOCE DEI RAGAZZI»
Ti piace esibirti dal vivo?
I concerti sono il motivo principale che mi spingono a credere in ciò che faccio con passione. Il più delle volte, al di là dei numeri delle vendite, non hai mai la percezione del tuo gradimento e solo l’esibizione te ne dà una conferma palpabile.
Sei molto seguito dai ragazzi. Senti della responsabilità nei loro confronti?
Certo, è la responsabilità di dire sinceramente con le canzoni quello che tanti ragazzi vivono e pensano tutti i giorni e hanno timore di confessare. Per esempio, capita a tutti di stare male, di passare attraverso i processi dolorosi della vita; sovente ho incontrato ragazzi che mi hanno ringraziato per aver gridato nei brani, al loro posto, ciò che non riuscivano ad esprimere. E li invito a reagire, a non aver paura ad affrontare i problemi della vita perché poi tornerà il sereno.
Nell’ambiente discografico non è facile essere sinceri. Come ci sei riuscito?
Ho avuto una grande fortuna, come accennavo prima: nessuno mi ha mai chiesto, fin dagli inizi, di cambiare il mio modo di esprimermi. Quello che nasce sul foglio del quaderno di casa mia rimane sostanzialmente inalterato. È importantissimo, perché i ragazzi, comunque sia, la spontaneità la percepiscono.
Da circa un anno ti sei trasferito a Londra. Perché?
Ho bisogno di stare con me stesso in un luogo diverso da quello dove di solito lavoro, e non solo per staccare la spina. Mi serve anche per riuscire a scrivere quei pensieri in cui mi rispecchio e che qui, per vari motivi e impegni, non riuscirei a esprimere. È comunque importante assaporare la vita di tutti i giorni in un posto in cui non sei conosciuto, ti aiuta anche a rimanere con i piedi per terra.
In che senso?
È facile ubriacarsi di successo. Invece, per me, il fatto di essermi dovuto misurare con altri mercati, oltre quello italiano, è stato fondamentale. All’estero, ogni volta ho dovuto ricominciare da zero, e sono stato trattato come qualsiasi altro esordiente. Talvolta è andata bene, altre male. Non conta nulla che in Italia tu sia una star. Ti rimetti, insomma, sempre in gioco. Allora, quando ritorni qui, apprezzi di più quanto raccolto e fai attenzione a non rovinarlo con la presunzione o comportandoti in modo stravagante.

14/02/07 -
Il Tempo
Sabato la Carrà "a sorpresa" nel secondo concerto romano di Tiziano
Raffaella ospite di Ferro
Dopo un lungo «corteggiamento» canteranno e balleranno insieme
di Stefano Mannucci
Ci ha provato come il più testardo degli innamorati, ma alla fine ha agguantato la sua preda. Il bello è che — stando al pissi pissi delle retrovie — lui ancora non lo sa. O almeno. Ma sabato sera, sul palco del Palalottomatica, Tiziano Ferro vedrà finalmente la sua Maga Maghella comparire in carne ed ossa per cantare e ballare assieme a lui. Una "Carrambata" come nessuno ne ha viste mai. Perché — salvo ripensamenti dell’ultim’ora — la sorpresa sarà proprio lei, Nostra Signora della Televisione, che accetterà per una sola notte le "profferte" del suo giovane ammiratore, in un duetto live destinato a rimanere nella piccola grande storia del pop italiano. Il corteggiamento era stato lungo ed insistito, sin da quando Ferro aveva resa esplicita l’ammirazione per la diva tv dedicandole l’ingegnoso scampolo trash-dance di "Raffaella è mia", la canzone del cd "Nessuno è solo" che in tour diventa un siparietto a metà fra il virtuale e il varietà di Las Vegas. Nell’estate scorsa — la circostanza fu rivelata proprio da "Il Tempo" — il performer di Latina era volato a Madrid, nella casa spagnola della Carrà, per farle ascoltare il singolare tributo. Temeva di essere cacciato in malo modo, invece lei si mise a ballare entusiasta: finì con Tiziano che le proponeva di partecipare come ospite fissa nella tournée. Raffa si lasciò andare a una mezza promessa, e lui non la mollò più. Puntualmente, mesi dopo, Ferro rilanciò in un’altra intervista: «Se una volta entrasse in scena con me? Non potrei sperare di meglio. Ti immagini? Io che ballo con lei il Tuca Tuca! Raffaella è da sempre il mio idolo. E ho scoperto che è anche un fulmine nel rispondere agli sms! Non faccio in tempo a scriverle, che arriva immediatamente la risposta». A furia di messaggi, e di poco convinti dinieghi, la Carrà ha ceduto. Il problema, fino ad ora, è stato trovare una serata libera: perchè il vero impegno di Raffa, di questi tempi, resta quello delle adozioni a distanza, per le quali si è spesa anche all’Europarlamento, accanto a Franco Frattini, pur di esportare sulle tv continentali il format di "Amore". A fronte del successo sostanziale di duecentomila richieste di sostegno per i bambini del terzo mondo, su Raiuno la trasmissione si era incagliata su ascolti non all’altezza della fama della bionda conduttrice. Che non aveva mancato di sfogarsi (su queste pagine) sottolineando il presunto scarso sostegno del direttore di rete: «Del Noce poteva dirmelo prima che non ama i bambini. Se lui mi avesse fatto capire, con schiettezza, che mi faceva lavorare solo perché tutti glielo chiedevano, allora avrei detto io di no. Invece ci sono cascata due volte, e non accadrà più. Io devo amare il mio editore, con lui non c’è alcun feeling». Concetti che due giorni fa la Carrà ha ribadito a un altro quotidiano: «In televisione non mi vogliono più, i network generalisti non investono più sullo spettacolo, puntano su format comodi dove a presentare può essere chiunque». Così, provvisoriamente esiliata dal video, l’immarcescibile icona di due o tre generazioni di fans latini rispunterà in scena come guest star per un altro eroe dei Due Mondi, uno dei pochi interpreti nostrani (gli altri sono Eros Ramazzotti e Laura Pausini) ad aver sbancato il mercato discografico internazionale. All’inizio di "Raffaella è mia" Tiziano appare in registrata su un maxischermo, truccato da presentatore televisivo degli anni Sessanta, immagini in bianco e nero per una ambientazione tra "Studio Uno" e "Milleluci", lo spettacolo che nel 1974 conducevano (tra qualche delizioso contrasto da primedonne) Mina e la stessa Carrà. A quel punto, in un concerto standard, il cantante filmato introduce il suo "doppio", e via in gloria, a squarciagola, in una profusione di lustrini e con contorno di ballerini stile vecchia gloriosa Rai. Sarà allora che la 63enne showgirl si materializzerà (doveva essere, nelle intenzioni, un’improvvisata assoluta) nel secondo appuntamento romano (il primo sarà venerdì) per Ferro. Sfidando per giunta la scaramanzia — perché non è vero ma lei ci crede — ha scelto di "concedersi" nella sera del 17. Però è un sabato, tranquilli.

14/02/07 -
TgCom
Messico, bruciata sagoma di Ferro
Durante le feste per il Carnevale
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Foto
Ha chiesto pubblicamente scusa, è andato in tv a farsi depilare. Ma i messicani evidentemente non hanno ancora perdonato Tiziano Ferro per aver detto, quasi un anno fa da Fabio Fazio, che le loro donne sono brutte perché hanno i baffi. Durante i festeggiamenti per il Carnevale di Vera Cruz è stata bruciata una sagoma di cartone del cantautore di Latina.
Gli organizzatori della manifestazione, una delle più importanti del paese, hanno scelto quest'anno l'immagine del cantante come simbolo del "Malumore" da dare alle fiamme per sconfiggere simbolicamente la cattiva disposizione d'animo e far posto all'allegria. La grande sagoma è stata fatta sfilare per le strade della città, nella cerimonia di apertura del Carnevale che si chiuderà il 21 febbraio. Quando è stato appiccato il fuoco, davanti alla sede del Comune, decine di donne hanno applaudito e gridato in segno di gioia.
Si attende adesso la replica di Tiziano Ferro impegnato in giro per l'Italia con il "Nessuno è Solo Tour".

08/02/07 -
Settimanale -
Gente
La mia canzone d'amore più bella? L'ho scritta per una ragazza di 2 anni
di Sabrina Bonalumi
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Parte 1
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Parte 2

Settimanale -
Star Tv
Amare mi fa paura
di Gianni Poglio
(grazie a jadytzn92 per le scannerizzazioni)
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Parte 1
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Parte 2
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Parte 3

Mensile -
Max
A spasso con Tiziano
di Massimo Poggini
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Parte 1
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Parte 2
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Parte 3
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Parte 4

07/02/07 -
Il Centro
Il successo secondo Tiziano Ferro «Grandi privilegi e responsabilità»
di Paolo Di Vincenzo
«Ricordo il primo piccolissimo concerto alla Fabbrica Tanta gente così calorosa»
Il successo, il suo rapporto con il cibo, la musica e un ricordo affettuoso degli esordi a Pescara. Tiziano Ferro, in concerto domenica al palasport Giovanni Paolo II, si racconta al Centro nell’intervista che segue.
Nelle note dello spettacolo lei scrive «è il mio primo vero show». Cosa c’è di così particolare nel suo nuovo tour?
«E’ la prima volta che porto in scena uno spettacolo come questo; abbiamo studiato ogni particolare e lo abbiamo fatto con il supporto di grandi professionisti; primo fra tutti Maurizio Salvadori, che ha prodotto per Trident Management lo show. E con Giancarlo Sforza che ha curato la regia e che ha saputo creare una singola cornice per ciascuna canzone. E infine Susanna Beltrami, che ha selezionato quattro primi ballerini che con la loro eleganza propongono dei nuovi movimenti coreografici che favoriscono la comunicazione emozionale».
Lei è un giovane che sta ottenendo un successo planetario. Quanto pesa tutto ciò a soli 27 anni?
«Il successo è un grande privilegio e una grossa responsabilità. Provo grande emozione e faccio questo lavoro con grande passione. Non parlerei di peso...».
Ha avviato alcune collaborazioni con artisti internazionali. Qual è il suo sogno nascosto? Con chi vorrebbe duettare o collaborare?
«Beh ho già duettato con persone che mai e poi mai avrei sperato di poter conoscere, di poter incontrare. Parlo di Luca Carboni, con cui ho duettato nel suo ultimo cd. Mi ha chiesto se mi faceva piacere e senza neanche chiedergli che cosa avremmo cantato gli ho detto sì. Così come ho fatto allo scorso Sanremo con Michele Zarrillo. Ho detto sì e basta. Ma anche con Laura Pausini che ha voluto nel suo cd la mia “Non me lo so spiegare” e che mi ha fatto il regalo di venire mia ospite al Forum di Milano. Per il futuro troverei molto stimolante sconfinare in generi lontani dai miei. Sarebbe interessante una collaborazione con artisti rock o classici o magari etnici».
La sua storia personale di ex obeso è meravigliosa ed è un modello per tanti ragazzi e ragazze. Vuole spendere qualche parola sull’ossessione del cibo che molti giovani hanno oggi? (Ossessione sia per gli anoressici che per i bulimici).
«Il tema del rapporto con l’alimentazione è un tema delicato che ha radici profonde nel rapporto con noi stessi. Non credo che esista una ricetta uguale per tutti. L’unica cosa che credo sia importante è quella di considerare bene il rapporto con se stessi. Magari evitando di ispirarsi ai modelli che vengono spesso proposti dai media. Io per esempio non amo la donna filiforme, modello di questi anni. Amo le donne in carne, un po’ abbondanti, a patto chiaramente che piacciano a loro stesse».
L’Italia ha una grande tradizione di cantautori ma una ormai ridotta storia di cantanti uomini (discorso diverso per le donne). Lei che della voce ha ri-sublimato l’arte quanto pensa sia importante il ruolo dell’interprete? Quanto pensa sia mancato in questi anni?
«Ci sono più cantanti che canzoni, ma la figura dell’interprete è preziosa e va rispettata. Non è semplice riuscire a decifrare un messaggio partorito da altri, prendersi le responsabilità di diffonderlo e soprattutto di farlo con il cuore».
Gli italiani con lei, con Laura Pausini, stanno pian piano rientrando nel mercato americano attraverso una nuova attenzione verso quella che viene chiamata latin music, ma non è strano per un Paese che ha una tradizione secolare nella musica e nel canto (dall’opera a Domenico Modugno)?
«Mah, la musica che proponiamo è la nostra, con la stessa passione, la stessa melodia, vocalità e calore italiano. Rientriamo nella categoria “latin” semplicemente perché traduciamo le nostre canzoni in spagnolo».
Non è la prima volta che lei si esibisce in Abruzzo. La sua città d’origine, tra l’altro, è Latina, quindi conosce le città abruzzesi. Cosa le piace di più di questa regione?
«Pescara è storicamente una delle date immancabilmente calorose dagli inizi a oggi. Il primo piccolissimo concerto fu alla discoteca La fabbrica e mi ricordo lo stupore nel trovare tanta gente così calorosa. Fu una vera e propria sorpresa che ricordo con grande piacere».
Il video. In attesa di vederlo dal vivo i numerosi fan di Tiziano Ferro potranno ammirare il videoclip del nuovo singolo, «Ti scatterò una foto», in rotazione nelle tv musicali e non solo.
Gli interpreti sono Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti, protagonisti del film «Ho voglia di te», sequel di «Tre metri sopra il cielo». Il brano fa parte della colonna sonora del film, tratto dal secondo romanzo di Federico Moccia.
Nel video, girato a Roma su Ponte Milvio, Laura Chiatti interpreta Gin, la ragazza di cui Step (Riccardo Scamarcio), si innamorerà perdutamente. Accompagnati dalle note e dalle parole della canzone di Ferro.
Il filmato è stato prodotto da Cattleya di Riccardo Tozzi per la regia dello spagnolo Luis Prieto, che ha diretto il film «Ho voglia di te» in uscita a marzo.

04/02/07 -
BresciaOggi
Palasanfilippo praticamente esaurito e grande successo per il concerto di Ferro, uno show «spettacolare»
Tiziano è diventato grande
Il cantante di Latina incarna l’ideale moderno di canzone leggera
di Claudio Andrizzi
Ci sono casi in cui è difficile sfuggire alla prevedibilità delle cose. Prendiamo il concerto di ieri sera, in un Palasanfilippo praticamente esaurito di ragazzi, soprattutto di ragazze, in entusiastico delirio per il protagonista della serata: tutto come previsto, come annunciato, secondo un copione ampiamente consolidato.
Non c'era del resto ragione alcuna perché Tiziano Ferro non conquistasse anche la Leonessa, dopo aver domato Ancona e tutte le altre città che hanno ospitato le prime date del suo nuovo tour: il cantante di Latina sta vivendo un autentico momento d'oro, sgorgato dall'alto gradimento espresso dal pubblico per il suo ultimo album «Nessuno è solo», e in seguito cresciuto, apparizione dopo apparizione, singolo dopo singolo, passaggio radiofonico dopo passaggio radiofonico, fino all'invito ufficiale in qualità di superospite a Sanremo.
E il crescendo alla fine si è positivamente ripercosso sul tour, che sta raccogliendo ovunque risultati eccellenti in termini di presenze. Mai come in questa occasione Tiziano Ferro ha saputo cogliere nel segno, mettendo a punto il perfetto ideale moderno di canzone leggera all'italiana: tanto sentimento, che a queste latitudini non fa mai male, corde vocali sfoggiate senza risparmio (perché qui non sempre devi avere una bella voce per avere successo, ma se ce l'hai non guasta quasi mai), e qualche timida strizzata d'occhio alle sonorità che vanno per la maggiore nel grande supermercato del pop.
Questa la formula perfetta per conquistare quote di mercato, sia nazionale sia in formato esportazione: una formula alla quale anche ieri sera Tiziano Ferro ha attinto a piene mani, forte di una solida preparazione che gli ha consentito di gestire lo show da grande protagonista, senza alcun complesso di inferiorità nei confronti di più titolati colleghi. Lo ha dimostrato anche la magniloquente scenografia dello spettacolo, pensata per stupire sì, ma anche e soprattutto per promuovere Tiziano nella serie A della musica italiana.
Uno show decisamente spettacolare, quello di ieri sera; le scenografie, le immagini, le coreografie studiate per i quattro ballerini da Susanna Beltrami e la regia di Giancarlo Sforza hanno contribuito a creare l'ideale cornice di esaltazione visiva alle canzoni, che si sono susseguite attingendo a piene mani da «Nessuno è solo», con però la nuova sicurezza di un repertorio più ampio, altri due dischi a fornire il materiale e la sicurezza di un bacino cui attingere generosamente per la scaletta.
Sono così passati in rassegna, in due ore circa di concerto, classici vecchi e nuovi, entrambi già sullo stesso piano nel gradimento dei fans: da «Sere nere» a «Rosso Relativo», fino a «Stop dimentica» e «Ti scatterò una foto», si è srotolata la breve ma intensa vicenda di una voce d'Italia che, in questo concerto, sembra impegnato a studiare per diventare veramente grande, per superare brillantemente i risultati conquistati fin qui e andare oltre, alla conquista di nuove vette.
Del resto, a Ferro la bravura non manca. E nemmeno la capacità di dare al pubblico di oggi esattamente quello che vuole sentire.

01/02/07 -
Novella 2000
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