Marzo '07

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26/03/07 - La Repubblica
Pausini & Ferro sul set un video per la super-coppia
I due artisti girano per il brano "Non me lo spiegare". E la cantante polemizza con Samuele Bersani
di Gino Castaldo

ROMA - I Dino Studios sembrano un gigantesco reperto vintage, un monumento desolato al passato della grande storia del cinema. Un tempo passando per la via Pontina si vedeva l'enorme Arca di Noè costruita per il film La Bibbia. Ora non c'è più, sono rimasti gli studi, enormi cubi sorretti da pilastri di cemento. Tutto è molto antico, spoglio, ma dentro c'è vita, più di quanto si possa supporre dallo sguardo esterno. In uno degli studi l'immaginazione del regista Getano Morbioli ha ricreato un clima da "Arizona dream", una vecchia pompa di benzina tra polvere e cactus, con trasparenti che mandano nuvole in movimento. Un cartello indica il Midwest e altre direzioni immaginarie. Come dire "in the middle of nowhere". Al centro un'automobile ferma e accanto due anime sofferenti che senza guardarsi cantano le parole di Non me lo spiegare. Sono Tiziano Ferro e Laura Pausini, seri, intensi, perfettamente compenetrati nella parte. Girano il video della canzone. Due professionisti impeccabili. Ma appena si sente lo "stop" del regista, i due si scatenano. Sembrano due scolaretti in gita. Il loro gioco preferito in questi giorni è cantare di tutto. Basta dire una parola e diventa una canzone. Foss'anche "Musica" di Paolo Meneguzzi, intonata con armonizzazioni in falsetto. «È che di solito non capita di poter vivere tre giorni insieme a un collega» racconta la Pausini, «facciamo vite che ce lo rendono praticamente impossibile». Si conoscono bene, da anni, ma non avevano mai provato a "convivere" per giorni. «Io non c'ho dormito la notte, alla lettera» spiega Tiziano Ferro. E perché mai, se siete così amici? «L'ansia c'era, proprio per questo. Intanto perché lei è Laura Pausini e io sono stato educato a rispettare i valori degli altri. Poi non è come duettare con uno straniero. Vorrei che tutto andasse benissimo, vorrei che non si annoiasse, che non si arrabbiasse». La Pausini per Tiziano Ferro è stata come una sorella maggiore, premurosa, dispensatrice di consigli quando il ragazzo doveva affrontare il mostro sudamericano, e qualche mese fa ha deciso d'inserire un duetto nel suo disco di cover. «Non volevo fare duetti con italiani» racconta, «avevo paura di offendere chi non chiamavo, volevo solo stranieri per dare un tocco nuovo a canzoni già conosciute ma quando sono entrata in sala per incidere quella di Tiziano, mi mancava qualcosa, allora ho pensato che era la volta buona per mettere le nostre due voci insieme». Di tanto in tanto il regista li riporta sul set. Ventilatori in azione e i capelli nerissimi di Laura Pausini si sollevano come cespugli di rovi. Girando intorno all'automobile Tiziano Ferro si accorge che la targa è di Latina, e al primo stop urla felice. «Allora non siamo davvero nel mezzo del nulla!». Conoscendo le vicende della musica di casa nostra sappiamo bene che un clima del genere non è proprio abituale. Da noi regna la diffidenza, il sospetto, la gelosia tra artisti. E quando lo facciamo notare alla Pausini lei conferma, e non riesce a trattenere una nota polemica: «È vero in genere è molto più difficile. E l'ho verificato a mie spese. Il secondo singolo scelto dall'album è stato Spaccacuore, di Samuele Bersani. Giorni fa da Fiorello ha detto che non gli piace l'arrangiamento, che lo trova barocco. Padronissimo, per carità, però mi sembra strano perché appena uscito il disco lui aveva dichiarato che gli piaceva tantissimo». Pentita? «No, a me la canzone piace talmente tanto che non m'importa, certo l'ho fatta a modo mio, ma è naturale. Con Bersani ci sentiamo e ci siamo chiariti, insomma ci stiamo parlando. Oltretutto il brano in Sudamerica è diventato sigla di una telenovela, ma so che Bersani in concerto ogni volta fa una battutina, dandomi la colpa, e non il merito di questo. Però è strano perché quando un pezzo viene chiesto come sigla di un programma ci vuole il consenso dell'autore. Lui ha detto che non ne sapeva niente. Se consideriamo che, non essendo mie composizioni, di diritti d'autore io non prendo niente..., l'ho fatto solo per amore di certa musica italiana». Tiziano Ferro ascolta perplesso, lui queste cose non le farebbe mai, è rispettoso e beneducato e poi stravede per la sua "sorellina" maggiore, ma anche questa volta non si trattiene: «Ora lo dirò anch'io in giro. La versione è bella ma non mi piace come l'hai cantata». Tra un girato e l'altro, fanno il verso alla Carrà, mimano il video di Shakira e Beyoncé, si divertono come matti, come se per una volta fossero liberi dalla prigione dorata del successo. Subiscono con pazienza le interminabili attese del set, riescono a rimanere seri anche quando devono cantare la canzone in playback al triplo della velocità (per aver poi al normale un effetto ralenti). Vogliono dimostrare a tutti costi che tra artisti e colleghi ci si può anche amare. E a vederli giocare insieme viene quasi da crederci.

Settimanale - Cioè
Il mago del concerto

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23/03/07 - SabaudiaIn
Estate 2007 a Latina con Tiziano Ferro

Latina - Questa mattina presso la Sala Conferenze del Comune, è stato presentato l’evento dell’estate 2007 che vedrà protagonista Tiziano Ferro a Latina. L’artista sarà infatti impegnato dal 14 al 19 Luglio presso lo Stadio Francioni per le prove del suo tour ed il 20 regalerà il concerto numero zero ai propri fans. All’incontro sono intervenuti il Sindaco on. Vincenzo Zaccheo, gli Assessori al Commercio Giuseppe Di Rubbo, ai Servizi Sociali e Sport Giovanni Di Giorgi e l’organizzatore e co-produttore dell’evento Massimiliano Bucci. L’Assessore Di Giorgi ha aperto la conferenza sottolineando l’importanza dell’avvenimento per la città di Latina, ricordando quanto l’amministrazione cittadina stia facendo perché iniziative del genere possano trovare sempre più spazio nel capoluogo. Giuseppe Di Rubbo ha posto l’attenzione sul ritorno di immagine che il concerto di Tiziano Ferro garantirà a Latina, descrivendolo come uno di quegli eventi in grado di attrarre visitatori provenienti al di fuori del territorio pontino. La parola è poi passata a Massimiliano Bucci, il quale ha ringraziato gli Assessori ed il Sindaco per la disponibilità e la qualità dell’assistenza logistica che il Comune si è impegnato a prestare a concerto e prove. La conferenza è stata chiusa dal Sindaco Vincenzo Zaccheo, che ha salutato il padre di Tiziano presente in sala, ed ha raccontato episodi ed incontri testimonianti l’amore del cantautore per la sua città natale, esprimendo inoltre il desiderio di organizzare, nei giorni in cui Ferro sarà impegnato al Francioni, una iniziativa parallela che possa fare da cornice all’evento. Il costo del biglietto sarà di 26 euro più la prevendita. Per informazioni, infoline: 06 45496305 e sito web www.the-base.it

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16/03/07 - Latina Oggi
Il sindaco: con il "nostro talento" abbiamo instaurato un feeling ancora più forte
Sette giorni con Tiziano
Prevendite mobilitate per il nuovo evento del capoluogo. Stavolta allo stadio
Al concerto del 20 luglio si unisce una settimana di prove del tour estivo
di Alessandro Allocca

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08/03/07 - Metro
IL FESTIVAL PER FERRO "UN'ESPERIENZA SURREALE"

"A Sanremo stavo malissimo. Non reggo emotivamente il palco dell'Ariston." Parola di Tiziano Ferro che martedì a Latina ha ricevuto il titolo di Ambasciatore di Latina nel mondo. Incredibile per quanti lo hanno visto all'Ariston, dove si è presentato elegantissimo, da vero leader delle classifiche di vendita. A Metro ha raccontato cos'è cambiato nella sua vita da quando era un ingenuo ragazzo, assetato di attenzione e di buona musica, quello che Baudo ha mostrato dando in pasto ai telespettatori una clip dei suoi difficoltosi inizi.

L'Ariston è una rivincita?
No. Non nutro questo tipo di sentimento. Sono felice di essere salito su quel palco. Ho provato qualcosa di surreale che è andato oltre l'emozione, che è stata fortissima.
Hai seguito tutte le serate del Festival?
Avrei voluto. Diciamo che gli ho dato un occhio tra un concerto e l'altro.
Chi ti ha colpito?
Adoro gli Stadio. Li sento molto affini nella sincerità e nella passionalità delle loro canzoni. Jasmine per i giovani. E' una cara amica con cui ho vissuto la gavetta. Mi è piaciuto il duetto Concato-Zarrillo. Purtroppo la semplicità nella musica non viene apprezzata come dovrebbe essere.
Sei felice ora?
Non mi preoccupo per ciò che non ho, e sono più che soddisfatto per quello che ho. Sto per iniziare la tournèe in Europa. Visiterò Vienna, Monaco, Stoccarda, Colonia, Bruxelles e Liegi. Sono fortunato e questo è sufficiente per dire che sì, sono felice.

08/03/07 - Il Tempo
Moccia nel parterre: «Presenterò a Latina il mio nuovo libro»
di Alessia Freda

LATINA — Hometown. Dopo tre anni di assenza dalle scene pontine, Tiziano Ferro è tornato nella "sua" città per raccontarsi davanti alle telecamere di Mtv. A parte i cambiamenti nel look (la bandana al polso e i pantaloni larghi hanno lasciato il posto ai jeans a vita bassa e alle camicie tres chic, tutto D&G), Mr. Ferro, con ritrovata serenità, pare sempre il ragazzo che incontravi al Caffè degli Artisti con gli amici più fidati. Politically correct (canta Rosso relativo e subito intona, per par condicio, Sere nere) ha regalato agli happy few del teatro D'Annunzio una notte di note, gongolando all'idea di essere paragonato a Massimo Ranieri e rispondendo con autoironia alle domande di una Maugeri un po' sottotono. Ma ecco cosa è successo dietro e davanti le quinte dell'evento più atteso della primavera pontina. PRE-SHOW: ambasciatore di Latina nel mondo. A consegnarli il titolo ci ha pensato il sindaco Vincenzo Zaccheo, nel corso di un incontro informale («tra pochi amici - ha detto Tiziano - più che tra addetti ai lavori»), programmato poco prima delle riprese di Storytellers. «L'idea di realizzarlo al teatro D'Annunzio - ha aggiunto Ferro - è nata a Copenhagen, nel corso degli ultimi Mtv Music Awards. Dato che l'obiettivo era quello di descrivere il mio background non ho avuto dubbi: facciamolo subito, ma a Latina». Ferro ha poi scherzato sull'eccentrico colore della cravatta del primo cittadino («è un regalo di mia moglie», dirà) e carinamente ha fatto gli onori di casa. Fedele al motto ingenuo ma con la testa, si è lasciato andare a qualche confidenza: l'emozione di cantare sul palco del Festival di Sanremo, i continui viaggi («magari ci fosse un aeroporto a Latina»). Ma quando, sibillina, gli ricordi la sorpresa-Laura Chiatti confezionatagli da un furbo Baudo, lui dribbla meglio di Gattuso. E pure con un certo imbarazzo. CONCERTO ESTIVO A LATINA: l'annuncio è ufficiale. Il Nessuno è solo tour farà tappa a Latina. «Questa estate allo stadio Francioni - rivela Ferro - Ma ancora stiamo studiando il tutto perché prima c'è la tournée europea. A maggio sarò in Spagna. Nel corso delle prossime settimane, poi, devo recuperare alcune date italiane, "saltate" a causa dell’influenza». Voci sempre più insistenti, tuttavia, lo vogliono nel capoluogo per il 21 luglio. GUARDA CHI C'E': non hanno voluto perdere l'evento. Nel parterre: il comandante dei Carabinieri, Rotondi, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Verdolotti con la nipotina, il papà di Tiziano Ferro (Sergio) e la cugina Paola (quella che ha ispirato il tormentone di Rosso relativo), il sindaco e la moglie Alessandra, l'assessore comunale alle Attività Produttive Di Rubbo e lo scrittore Federico Moccia: «Tiziano è un ragazzo che stimo molto - ci ha confidato - per la sua semplicità e la capacità di rimanere con i piedi per terra malgrado il successo ottenuto. Latina? Ero solito venirci in occasione dei mercatini domenicali. Qui, poi, ho presentato il libro "Ho voglia di te" (dal quale è stato tratto l’omonimo film con Chiatti e Scamarcio in uscita domani, ndr) e nel corso dei prossimi mesi tornerò per "Scusa, ma ti chiamo amore". Splendide location, da Sabaudia a Ninfa; non mi dispiacerebbe girarci qualche film». Sul caso dei lucchetti dell’amore spariti da ponte Milvio: «Quando ho appreso la notizia al tg ho pensato subito: "Meno male che, con Tiziano, abbiamo girato il videoclip prima del furto"». Sorride e si lascia fotografare dalle teenagers innamorate dei suoi libri. Curioso. Una volta suo padre, l’indimenticato Pipolo, scrisse: «Prima ero io quello famoso, ora sono solo noto per essere il papà di Federico Moccia». STORYTELLERS: adagio con brio. In scaletta sei brani (Stop! Dimentica, Ed ero contentissimo, La paura che, Xdono, Ti scatterò una foto e Rosso relativo) ma anche momenti-verità per scoprire qualcosa in più su TzN. Delude un po' la veejay Paola Maugeri, in dolce attesa, che sembrava uscita dal Libro dei mille savi di Palazzi e Filippi. Troppe citazioni famose e luoghi comuni per una professionista che, ai tempi dei Take That, ci ha regalato le più belle interviste con i big della musica internazionale. Ad accompagnare Ferro nel live acustico c’erano Leo Di Angilla alle percussioni, Christian Rigano alle tastiere e Davide Tagliapietra alla chitarra. Si tratta di tre dei suoi più fidati musicisti, gli stessi che hanno suonato con lui al D’Annunzio nel primo concerto della sua carriera. La puntata è andata in onda in diretta, in streaming, su MTV.it. Per vederla in tv, invece, bisognerà aspettare le prossime settimane. GLI AMICI DELL’AVIS: presenti all’appello anche i ragazzi dell'Avis di Latina che hanno distribuito il materiale informativo creato insieme al loro idolo (calendari, manifesti, locandine e folder informativi). Un messaggio di solidarietà che Tiziano Ferro e l'Avis stanno portando avanti, da mesi, in tutta Italia.

08/03/07 - Il Tempo
Ferro: il festival mi ha dato tante emozioni Latina festeggia il ritorno del cantante

«A SANREMO stavo malissimo. Non reggo emotivamente il palcoscenico del Teatro Ariston», ha dichiarato al ritorno dal festival Tiziano Ferro, 27 anni, il superospite italiano più giovane della storia nella kermesse, che è stato festeggiato nella sua città natale, a Latina, e ospitato nel Teatro D'Annunzio per la trasmissione "Storytellers". Il cantautore ha definito «imparagonabile» l'emozione provata per questo Festival rispetto a quella dello scorso anno, quando per la prima volta si esibì all'Ariston nelle vesti di ospite di Michele Zarrillo nella serata dedicata ai duetti. «Stavolta avevo una responsabilità diversa nei confronti del festival e del pubblico», ha detto Ferro che si è trasferito a Londra. Intanto, è stato accolto dai suoi concittadini e dal sindaco Vincenzo Zaccheo, che lo ha definito «ambasciatore di Latina nel mondo»: il suo terzo album, "Nessuno è solo" è pubblicato in 44 Paesi. L'effetto Sanremo ha fatto risalire il cd dalla decima alla quinta posizione della Hit Parade, complice anche il successo del singolo "Ti scatterò una foto", incluso nella colonna sonora del film "Ho voglia di te", con Riccardo Scamarcio e da domani in 640 sale.

07/03/07 - Latina Oggi
Autoironico ed estremamente intimo nel concerto intervista ripreso da Mtv
In estate il concerto
Tzn riempie il teatro D'Annunzio e poi annuncia il live a Latina
di Alessandro Allocca

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07/03/07 - Ansa
Tiziano Ferro: Sanremo, che emozione
Per i concittadini lui è 'ambasciatore di Latina nel mondo'

ROMA, 7 MAR - 'A Sanremo stavo malissimo. Non reggo emotivamente il palco dell'Ariston', cosi' Tiziano Ferro ha commentato la sua esibizione al festival.Ieri sera e' stato festeggiato dalla sua citta' natale, Latina, che al Teatro D'Annunzio ha ospitato 'Storytellers' la trasmissione di Mtv in cui l'artista ha proposto la versione acustica di alcuni suoi brani. Tiziano, che si e' trasferito a Londra, e' stato accolto con calore dai suoi concittadini che l'hanno definito 'Ambasciatore di Latina nel mondo'.

07/03/07 - Parvapolis
Latina. Storytellers. Il D’Annunzio abbraccia Tiziano Ferro
di Roberta Colazingari

È stato un ritorno a casa carico di emozioni. Ieri sera il Teatro D’Annunzio di Latina ha abbracciato il ‘suo’ Tiziano Ferro, in perfetta forma e con una voce da sogno. L’appuntamento, attesissimo, dai fans che sono arrivati anche da Napoli, era “StoryTellers” per Mtv Italia condotto dalla brava Paola Maugeri. Tiziano, ieri sera, ha aperto il suo cuore, così come fa sempre nella sua città…così come fanno sempre i suoi fans che sanno di avere in lui un importante punto di riferimento. In versione acustica, accompagnato da Cristian Rigano, Leonardo Di Angilla e Davide Tagliapietre, la sua voce sovrasta tutto. Apre con ‘Stop, dimentica!’…”Perché – così spiega alla Maugeri – la scelta acustica è la dimensione migliore per ascoltare le canzoni. È il termometro più fedele dell’animo umano di chi sta cantando”. Tiziano nel giro di tre album è certamente cresciuto, come scrittore e come persona: “Forse scrivo – dice – perché le cose che metto in musica non sono in grado di dirle verbalmente alle persone che ho vicino. Tiro fuori le mie fragilità, quasi come se le volessi esorcizzare il tutto”… Altro brano…altro brivido ‘Ed ero contentissimo’…”Sono un privilegiato – continua a raccontarsi alla Maugeri – perché sono riuscito a fare della mia passione il mio lavoro. Qualcuno mi ha tacciato di troppo sentimentalismo, ma sono sempre più convinto che il sentimento cambia il mondo. Raccontare il vissuto di tutti i giorni, i problemi, le speranze, le paure aiuta chi ascolta a superare momenti critici. Lo dimostrano le migliaia e migliaia di lettere che ricevo. È bello leggere ‘sai quel brano, mi ha aiutata a non cadere nel baratro…’….per me è importantissimo. Aiutando gli altri aiuto me stesso”. Terzo brano ‘La paura che’…”Pronunciare certe frasi con le canzoni e con la musica, mi fa sentire protetto. Quando scrivo sono molto istintivo…ma fa parte del mio carattere, io sono così….tornare a Latina per me significa tornare a casa. Il fatto che io abbia la residenza a Londra è solo un fatto fisico…casa mia è qui…qui sono tornato stasera, perché in questo teatro ho fatto il mio primo concerto, qui ho la mia famiglia, i miei amici, le mie radici”. Quarto brano ‘Xdono’…e poi sul palco arriva lo scrittore Federico Moccia, amato dai giovanissimi e per il quale Tiziano ha scritto la colonna sonora di uno dei suoi film, oltre a girare l’ultimo video con Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti a Ponte Milvio (i lucchetti!)…ride e scherza…Tzn è emozionato…e incanta ancora con ‘Sere Nere’ (il pubblico lo accompagna cantando)…ricorda gli MTV Music Europe Awards del 2004 dove vinse come Best Italian Act…e si commuove… Altre sorprese sono nell’aria: “A maggio comincia il ‘nessuno è solo Tour europe’, sarò nelle maggiori capitali europee, poi in piena estate torno in Italia con un concerto a Latina (la sala esplode)”… La serata volge quasi al termine. Arrivano ‘Ti scatterò una foto’, metà in spagnolo e metà in italiano (in sala la sua nipotina Alice di pochi anni balla e canta entusiasta di avere un cuginetto così) ed infine ‘Rosso Relativo’. Tiziano saluta e scompare dietro le quinte…in sala il pubblico applaude…’è stata una bellissima serata – ci dice una fans di vecchia data – mi fa una tenerezza ricordarlo con me e con gli altri compagni sui banchi di scuola…sono felice, perché ha ottenuto quello che desiderava”. Alla prossima…quest’estate sicuramente allo Stadio Francioni.

07/03/07 - Il Messaggero
«Solo qui mi sento davvero a casa»
Tiziano Ferro, ospite di Mtv, racconta se stesso attraverso le sue canzoni
L’evento: Quest’estate canterà allo stadio. Intervista-fiume e “live” acustico
di Marco Cosumano

> Foto 1
> Foto 2

Quando gli hanno proposto di partecipare alla trasmissione di Mtv Storytellers, Tiziano Ferro ha posto solo una condizione: «La trasmissione si può fare nel teatro della mia città». Proprio sul palco del D’Annunzio Tiziano ha tenuto il suo primo concerto importante. Sono passati tanti anni e, ripensandoci, Tiziano si commuove davanti alla platea della sua amata città. L’attesissimo evento di ieri sera è stato un successo al di sopra delle aspettative. La prima uscita di Tiziano Ferro dopo l’apparizione al festival di Sanremo è stata esattamente l’opposto di Sanremo. Niente “mordi e fuggi”, niente giacca e cravatta. Al D’Annunzio Tiziano, in jeans, parla, riflette, approfondisce, ride e scherza con la bravissima presentatrice Paola Maugeri, volto storico della tv musicale. E’ questo lo spirito della trasmissione che andrà in onda il mese prossimo: ridare valore alla musica popolare come strumento di comunicazione. Qui si parla delle canzoni, scavando nel profondo e senza retorica. E Tiziano, nonostante la sua ormai proverbiale tensione di fronte alle telecamere, sembra finalmente a suo agio. Ricorda i suoi inizi nella musica: «Al primo disco si lavora per tutta la vita, senza neanche saperlo. Poi arriva il secondo che nasce comunque sull’onda del primo. Il problema è il terzo, è a quel punto che si fanno i conti». E i conti di Tiziano sono tutti in positivo, lui che a 27 anni (appena compiuti) ha centrato tre dischi su tre. Ma resta un ragazzo semplice, senza un filo di retorica. Alle 20, quando parla con pochi giornalisti prima dello spettacolo, è esattamente uguale alle 21 quando invece parla davanti alle telecamere collegato con il mondo intero. Saluta anche in spagnolo, ma poi scherza dicendo che accetterà domande solo da spettatori che vivono tra Latina e Fondi.E poi la musica. Le sue canzoni sempre più intimiste che rendono ormai ridicolo l’altezzoso (quanto inappropriato) appellativo di “cantante delle ragazzine”. Le ragazzine ci sono, ma anche le madri: «Anzi - dice Tiziano - le vedo ai concerti, sempre più numerose e orgoglose di accompagnare le figlie». Poi parla della sua vita, sempre in viaggio, e del suo sentirsi veramente a casa solo quando torna a Latina. Zaccheo l’ha incoronato “ambasciatore della città” e lui ha annunciato che canterà allo stadio Francioni questa estate, anche se la data non è stata ancora fissata. Sul palco sceglie i pezzi più adatti al suono acustico, da “Ed ero contentissimo” a “Ti scatterò una foto”. Interviene anche lo sceneggiatore Federico Moccia con il quale Tiziano ha collaborato per le colonne sonore. Moccia gli sorride: «Ci troviamo bene, ma lui riesce a dire in una canzone di due minuti ciò che io dico in 400 pagine».

«Noi con lui, un’unione nella musica»
La lunga attesa per entrare nel teatro e vivere le emozioni con il loro idolo: c’è chi veniva da Udine
di Viviana Donarelli

Disponibile, sensibile, magnifico: insomma, Tiziano Ferro. Questi gli aggettivi più utilizzati dagli aficionados che fin da ieri mattina hanno iniziato a sbarcare a Latina, in attesa di occupare quella tanto desiderata poltrona per assistere allo spettacolo televisivo ”Storytellers”. Mtv ha scelto di raccontare la storia artistica e musicale del loro idolo e di celebrare, sotto le luci dei riflettori, la brillante carriera di un big di soli 27 anni. Non è il solito bagno di folla, perché l’evento non è quello del classico concerto da palazzetto, ma una vera e propria trasmissione televisiva. Non per questo i suoi fedeli fan non si sono mobilitati per l’ennesima volta. C’è chi è venuto da Napoli come Antonella, chi da Bologna come Elisa, chi come Francesca da Milano, ragazze che da giorni si tengono in contatto sul blog del sito del fan club. «Non possiamo fare a meno si seguirlo - dice Elena - il suo ritmo, i suoi testi mi incantano, mi travolgono. Ho deciso di venire a Latina anche se giovedì andrò al concerto di Eboli, perché sono convinta che nella sua città canterà ancora con più enfasi». Ognuno di loro, solo a pronunciare il nome di Tiziano si emoziona. Non vi è canzone che non conoscono. Anche quelle dell’ultimo album ”Nessuno è solo” sono omai digerite, conosciute e amate. Se gli chiediamo di intonare qualche brano non si tirano indietro, srotolano lo striscione e partono i singoli da ”Ti scatterò una foto“, alla più datata ”Scusa se ti amo” all’immancabile ”Stop dimentica”, brano dance sul quale Tiziano Ferro «come accade in tuuti i concerti - dice Rossella, che indossa una fascietta rosa e la T-shirt dell’ultimo tour - ci invita ad unirci a lui nel già famoso ritornello». Parole e segreti su Tiziano si moltiplicano, passano di bocca in bocca, originando un clima magico, ricco di emozioni. «Una faccia da bravo ragazzo - rivela una mamma in fila con la figlia di 14 anni - grazie alla quale fin dagli esordi è riuscito a farsi voler bene». Le sue canzoni hanno viaggiato a lungo, tra radio e concerti, dediche e suonerie telefoniche, raggiugendo pian piano le corde più intime di u pubblico cresciuto negli anni fino a diventare un piccolo popolo.

Mensile - Big
Speciale "Nessuno è Solo Tour 2007" raccontato da voi

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03/03/07 - Corriere della Sera
Tra i giovani vince la canzone anti-mafia
I super-ospiti italiani come «stranieri». Ma il primo tormentone è quello di Momo
di Mario Luzzatto Fegiz

SANREMO - Fabrizio Moro 31 anni, romano, ha vinto il premio della critica nel girone «Nuove proposte» con il brano «Pensa»(voto 6,5) che aveva suscitato grande interesse fin dalle scorse settimane perché parla di mafia ed è ispirato alla fiction su Borsellino. Canzone costruita molto bene con giochi di fonè intelligenti e un testo crudo, diretto, che onora la memoria di chi ha combattuto ed è morto per combattere la piaga di quell' «isola insanguinata». Gli spunti musicali non sono eccelsi ma il sociale, presentato con intelligenza, spesso paga a Sanremo. E da ieri sera il festival ha il suo campion giovane, un eroe sopravvissuto a molte decimazioni. Fra i giovani finalisti il nostro preferito è stato Stefano Centomo con una canzone sentimentale dal ritornello molto pop orecchiabile «Bivio» (8). A tratti commovente, canto in falsetto un po' alla Tiziano Ferro un po' alla Roby Facchinetti ma potremmo anche dire alla Bee Gees, brano di qualità ma popolare con giusto gioco di armonie e di fonè. «La vita subito» di Jasmine - figlia della grande soubrette scomparsa Stefania Rotolo - si è confermata lieve, veloce ballabile, orecchiabile e radiofonica (7) mentre il brano «Ama» di Romina Falconi ricco di vocalizzi e con un attacco sentimentale rarefatto sembra costruita apposta per valorizzare una vocina dolce, capace di virtuosismi soavi. Le giurie, che pur hanno eliminato una birignao sanremese tipica come quella di Mariangela, non hanno riservato lo stesso trattamento a una canzone sentimental-sanremese di fascia media che non lascia traccia (5,5). Elsa Lila «Il senso della vita» (7) è originale perché si muove su accordi anomali. Niente percussioni per almeno un minuto, poi un crescendo soft basato su un unico slogan che è anche il titolo. Pop abbastanza dozzinale quello proposto dal duo Pquadro con «Malinconiche sere» (5) con una certa affettazione nell' esecuzione. Marco Baroni, che aveva aperto la serata con «L' immagine che ho di te» (5) ha grinta e una timbrica che ricorda Ruggeri, ma è noiosetto nella scrittura e nell' esecuzione. Un discorso a parte per Sara Galimberti (romana 22 anni) che con la sua «Amore ritrovato» (7) si muove in un ambito retrò colto con un crescendo virtuoso di sapore operistico. I sei superospiti italiani hanno confermato la difficoltà di proporre la musica italiana, anche quella che ha un mercato, alla grande platea. Ci sono riusciti meglio di tutti D' Alessio, Zero e Tiziano Ferro (l'unica vera novità degli ultimi anni per originalità di scrittura e di canto), mentre Nannini (con la pregevole anteprima del suo musical «Pia de' Tolomei»), Battiato, Elisa (con un suggestivo coro di 58 bambini) sono apparsi un po' come degli ospiti... stranieri. Irresistibile nelle sue imitazioni Neri Marcorè e giusto tributo al grande Armando Trovajoli. Stasera gran finale con vincitore e classifica. In pole position Simone Cristicchi, Daniele Silvestri e Albano Carrisi che ieri ha annunciato la pubblicazione di un album blues intitolato «Cercami nel cuore della gente» (80 mila copie distribuite nelle edicole) che dovrebbe affrancarlo dall' immagine di custode del bel canto. Stazionarie le quotazioni di Zero Assoluto, Amalia Grè, Mango, Milva, Concato e Tosca. In diminuzione quelle di Paolo Rossi (molti sostengono che c' è più ironia e spirito di Rino in Cristicchi e Silvestri) e Tosca, con un brano spettacolare ma incantabile per la gente comune. Il vero tormentone del festival rischia di essere una canzone fuori gara (come accadde con Povia «I bambini fanno oh», due anni fa): la Momo al secolo Simona Cipollone del dopofestival di Chiambretti con la sua «Apri fontanella, chiudi fontanella».

03/03/07 - Il Tempo
Nella sera delle stelle
Il rap di Fabrizio Moro trionfa tra i Giovani
di Stefano Mannucci

SANREMO — Nella sera delle mille stelle, è spuntata anche quella, luminosa, di Fabrizio Moro. Più grande che Giovane: a 31 anni, il facchino di Guidonia ha conquistato tutti con il suo rap antimafia. E magari questo vibrante "Pensa" servisse davvero, alla faccia di qualche giurato d’occasione che lo ha definito un comizio. Vittoria meritatissima, quasi plebiscitaria. Secondo Stefano Centomo, terzi i Pquadro. Il teatrino. Lo spettacolo notturno è stato eccellente, ma quello meridiano era irresistibile, meritava la diretta a reti unificate. Con tempi comici perfetti, tra un passo allungato, una testa girata, un collo torto e una battuta, Baudo e Del Noce erano entrati in sala stampa per sancire una pax in armi: si erano persino stretti la mano davanti ai flash, come a dire che i cronisti si erano sbagliati. Sembrava Fantasyland, o il Gianicolo di domenica, quando i bambini si sganasciano con le marionette di Pulcinella e del Carabiniere. T’aggio voluto bene assaje. Ma c’era un burattinaio? Nell’alba romana scriveva il vicedirettore Rai Giancarlo Leone; la lettera in cui ricordava ai due litiganti che «è prematuro e fuori luogo parlare della conduzione del 2008» arrivava con perfetto tempismo a Sanremo. Del Noce ripeteva per la milionesima volta che lui non aveva mai pensato a Bonolis, e si doleva «per aver involontariamente amareggiato» il presentatore. Il quale, raggiante per aver visti confermati gli ottimi ascolti (poco meno del 42 per cento, nove punti in più della terza serata di Panariello 2006) punzecchiava l’altro dicendogli «la prossima volta cambia bersaglio». E alla domanda paradossale se, a poteri invertiti, confermerebbe mai Del Noce al vertice di Raiuno, Pippo affondava la lama: «La verità? Ci devo pensare». Insomma, se ne discuterà «nelle sedi aziendali competenti», come aveva ordinato Leone per iscritto. Per l’anno prossimo si stanno scaldando a bordo campo Carlo Conti e Flavio Insinna. Fiorello? È già un problema serio convincerlo al collegamento stasera dal Palalottomatica. Bonolis? Inverosimile: come si diceva un mese fa per Ronaldo al Milan. Troppi galli a cantare. Mastella, salvatore del governo, lascia trapelare la notizia di una sua telefonata di congratulazioni a Baudo e confessa di tifare per Cristicchi (favorito per la vittoria insieme a Silvestri). Il consigliere Rai Sandro Curzi si complimenta con Pippone perchè all’Ariston è arrivato il «sociale», cioè la vita grama del disoccupato a cinquant’anni (vedi Concato). Ma ad alimentare le polemiche più succose pensa sempre il Catanese Catodico. Al manager di Bonolis, Lucio Presta (che aveva infelicemente dichiarato di non voler discutere con «un settantenne»), Baudo replicava: «È un mediatore che vive di percentuali sul lavoro degli altri». Un missile. Controffensiva di Presta: «Non accetto lezioni di stile da Baudo. A me non è mai capitato di dover patteggiare con la giustizia per reati connessi alla mia attività di lavoro». Un siluro. Esasperato, ecco Bonolis: «Da Pippo villanie gratuite». Imperversava il fuoco sul fronte del palco. Baudone scagliava l’anatema sui comici: «Non dovrebbero più stare qui: se le canzoni hanno una loro forza intrinseca, non c'è bisogno di cinture di sicurezza». Salvava i conterranei Ficarra e Picone, interrava Max Tortora e il suo numero volgarotto da finto Califano: «Sudavo come un pazzo. Ho trovato certi gesti gratuiti, noiosi, e la noia, come dice Zavattini, è volgare». L’agente di Tortora parlava di «scorrettezza» di Baudo. Mentre il Califano vero pretendeva le scuse della Rai: ritiene lesa la sua immagine da accademico della Crusca. Penelope, a casa. Avevano promesso: canterà, ballerà. Invece, per la modica somma di 250mila euro, la diva spagnola si è fatta semplicemente intervistare. Altri risparmi per il prossimo bilancio, oltre ai comici. Musica, Musica. Grandissima. Tra i giovani, belle voci e buoni auspici per Stefano Centomo, Romina Falconi, Sara Galimberti ed Elsa Lila (che canta "Il senso della vita", con buona pace di Bonolis). Ma il vero emergente è Fabrizio Moro, che riceve anche il Premio della Critica. Occhio al video di "Pensa", girato a Palermo da Marco Risi: c’è anche Rita Borsellino. Immenso Armando Trovajoli, celebrato dalla Siae, e dalle sue musiche affondate nella memoria italiana. Magnifico il gran Gala delle nostre popstar di vertice, ciascuna con un suo siparietto esteso: ma a Battiato basterebbe la breve versione della celestiale «La cura», e Gigi D’Alessio non esalta l’omaggio a Battisti. Meglio i suoi hit personali, e meglio ancora con Lara Fabian. Elisa (abbigliata da gran dama) dispiega una voce di commovente bellezza, qualunque gemma intoni, figurarsi cantando Mia Martini. Gianna Nannini rischia (ma il playback?) con l’opera rock su Pia de Tolomei, Tiziano Ferro vanta classe mondiale, e Zero, beh, è sempre Renatissimo. Ah, c’era anche il comico Neri Marcoré, che vista l’ariaccia si è camuffato da Ligabue: così credibile (gustosa la parodia di "Viva" che diventa "L’Iva") da sembrare un cd taroccato. Chiambretti cazzeggiava già due ore prima del dopofestival. Rompeva la tregua evocando il De Cuius: «Pippo, stai sereno e finisci la serata che domani arriva Bonolis». Inquadratura sulla poltrona (sempre) vuota di Del Noce: Pippo scende in prima fila, e (accanto alla Parietti con seno vagante) si siede in terra: «Mi metto alla sua altezza». Boni, state bboni.