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Febbraio '08

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23/02/08 - Corriere della Sera
Il disco svolta del gruppo nell'album «Horror vacui»
Ferro «rock». I metallari protestano
Brano con i Linea 77, contrari i fan della band. Insulti su Internet: ci avete traditi
di Andrea Laffranchi

MILANO — Tiziano Ferro metallaro. A trasformare il romantico cantautore in «cattivo » sono stati i Linea 77. Che lo hanno ospitato nel loro nuovo album «Horror Vacui ». Con Tiziano, che canta anche nel brano, hanno scritto «Sogni risplendono». «È stato un dono. Lui ha una voce e un senso per la melodia e l'armonia che sono rarissimi. Quello che lo rende speciale è la sua capacità di essere un Re Mida nella musica, ma con un carattere semplice e gradevolissim », spiega il chitarrista Paolo «Chinaski» Pavanello. La collaborazione è nata da un'intervista nella quale Ferro confessava che gli sarebbe piaciuto collaborare con la band torinese. I fan più duri del quintetto gli avevano già rimproverato una collaborazione con i Subsonica. Il loro myspace ora è pieno di insulti per la presenza della popstar. «Sapevamo che ci sarebbero state proteste, ma un'artista non si deve limitare. E poi a noi è sempre piaciuto provocare. La vicenda è il triste riscontro del male del secolo italiano: la faziosità».

LA CANZONE - Ma di cosa parla «Horror vacui» che prima del tour in partenza a marzo verrà presentato dal vivo con due showcase (19 a Roma e 21 a Milano) dove entra solo, e gratis, chi ha il cd in mano? «Il titolo è uno spunto critico sulla paura del vuoto interiore». Come fanno i personaggi ritratti in copertina e nel libretto del cd. Una ragazza con dei diamanti incastonati al posto degli occhi, un uomo con le mani fuse nel joypad della consolle per i videogame e altre immagini da incubo. Nel nuovo disco, che segna anche il passaggio dall'etichetta metal inglese Earache alla Universal Italia, le voci di Emo e Nitto cantano 6 pezzi su 11 in italiano. Per la prima volta la nostra lingua ha la maggioranza. Segno che i Linea, che nei primi anni avevano più fan all'estero che da noi, hanno sfondato in patria? «La situazione si è ribaltata — spiega il chitarrista — . E quella dei testi è una delle novità di questo album che più ci inorgoglisce e soddisfa». Nelle parole di «Sempre meglio», che parla di «un paese all'incontrario/ dove tutto precipita perché nessuno sbaglia mai», c'è anche una citazione di Primo Levi: «La frase "danza degli uomini spenti" viene da "Se questo è un uomo". Ci sembrava un'immagine che dava il senso del mondo in cui siamo. Pur essendo rockettari e tatuati amiamo letteratura e cinema. Lo stereotipo del metallaro non si adatta a noi».

22/02/08 - Il Messaggero
Tiziano Ferro: «Pronto a incidere un nuovo album»

Non gli basta che Raffaella sia sua. Tiziano Ferro non delude i suoi fans e annuncia che è già pronto per incidere un nuovo album. Il cantante dei record (3,5 milioni di copie venduti con i suoi precedenti lavori), miglior artista italiano nel 2004 agli Mtv Music Awards anticipa che «è forse troppo presto per parlare del nuovo album ma ascoltando i provini delle nuove canzoni che ho scritto, riesco a percepire aria di cambiamento, di mutamento. Mi avvicino alla fase di produzione con grande energia e voglia di fare. Questo disco rappresenterà molto per me e per chi mi segue». Per Marco Alboni, general manager di Capitol Music in Italia «Tiziano Ferro è uno dei talenti più straordinari con cui abbiamo il privilegio di collaborare. Siamo molto felici che abbia già maturato le canzoni per il suo nuovo album».

18/02/08 - City
Si può essere hard rock anche con Tiziano Ferro
di Davide Casati

LINEA 77 Suonano rock duro (in Italia e all’estero) da 15 anni. Ma non chiamateli esagitati: nei loro iPod, spiega il chitarrista Chinaski, c’è di tutto. E nell’ultimo disco fanno collaborazioni insospettabili...

Scusi, ma come viene in mente a un gruppo rock di cantare con Tiziano Ferro?
A dire la verità è “colpa” sua…
Cioè?
È il 2004, agli Mtv Music Awards. Tra i candidati ci siamo noi, Caparezza, Articolo 31, Elisa e Tiziano. Che vince, ovvio. Gli fanno un’intervista, a caldo, e gli chiedono: con chi faresti una collaborazione? E lui, all’istante: “Coi Linea 77”.
Magari non era serio.
Ci abbiamo pensato. Ma poi l’ha ribadito in altre interviste. E ci siamo detti: perché no?
Perché i vostri fan, forse, non sarebbero stati contenti.
Vero: e infatti alcuni stanno protestando. Però: primo, da sempre, a decidere quello che suoniamo siamo solo noi 5, senza condizionamenti. Secondo, non ci piace l’autoghettizzazione che c’è in certe zone della musica: dal confronto nascono sempre cose interessanti. Terzo: se non ti piace il brano, puoi saltarlo. E quarto: anche Tiziano Ferro è un nostro fan…
Un po’ dura da credere.
Anche per noi! Però, la prima volta che ci siamo visti, ci ha parlato dei brani del nostro primo album. Che è del ‘98. E ci ha confessato di esser venuto a due nostri concerti, con la felpa col cappuccio sollevato perché magari la gente non avrebbe apprezzato la sua presenza. Una cosa pazzesca: in Italia è tutto così, ci si divide sempre in fazioni, in guelfi e ghibellini, e si demonizza l’altro.
Anche quando si parla di musica.
Esatto: non di pace in Medio Oriente o in Iraq, voglio dire… E la musica a che serve? A trasmettere emozioni. Che sia death metal o Britney Spears: se ti fa venire i brividi dietro il collo, bene, sennò non funziona. Il resto è solo il bisogno di definire la propria identità in contrapposizione agli altri. Il che è sintomo di debolezza…
Facciamo una prova. A voi capita di canticchiare cose estranee al rock?
Ma continuamente! Sere Nere o Rosso Relativo le cantiamo a squarciagola, in pullman…
Questa è piaggeria: sono di Ferro!
Aspetti: uno dei miei pezzi preferiti è Toxic di Britney Spears. Magari ascolto quello, e subito dopo gli Slipknot, e musica hard rock. E mica ci vergogniamo!
Non avete vergogna anche a cantare, sempre con le vostre sonorità dure, temi come l’amore.
Certo, e anche questo è naturale. La musica è sempre figlia di un tempo: dipende dalla vita che fai, dalle relazioni che nascono, da drammi e gioie che provi. Siamo in 5, suoniamo insieme da 15 anni: sarebbe grave se facessimo sempre le stesse cose, no? Cantare l’amore, magari con rabbia, non rientra nell’immaginario hard rock, forse. Ma perché? Ed è così vero che non si può fare un grande pezzo rock cantando d’amore?
Un po’ marzulliano, ma dato che si è fatto una domanda, si dia la risposta.
La risposta è no. E il disco che abbiamo fatto è qui a dimostrarlo!
Quanto ne siete soddisfatti?
Moltissimo. Soprattutto perché abbiamo lavorato con un grandissimo produttore, Toby Wright. Che ci ha “costretti” a registrare suonando tutti insieme, dal vivo…
Scusi, non è normale?
No, di solito si suona uno alla volta: prima la batteria, poi il basso…Viene un disco perfetto, ma meno umano. Lui ci ha detto: si fa tutti insieme. Che è dura, perché se uno inciuca la sua parte tocca rifare tutto. Però il risultato è strepitoso.
E il titolo, Horror vacui? In latino vuol dire paura del vuoto: che senso ha?
È una foto del nostro tempo, di una società che spinge a riempirsi la vita di feticci: l’iPod, il cellulare ultimo modello...Si riempie il vuoto con qualcosa che non può riempirlo. E infatti cantiamo, in un brano, dell’assurdo di chi ha mille amici su MySpace e poi inanella cene da solo…
Che a voi non capitano, anche perché siete molto uniti.
Sì, siamo come una famiglia. Dove non sempre è tutto rose e fiori, ma l’alchimia è speciale. Per dire, abbiamo cominciato ai tempi della scuola, nel ‘93. Un pomeriggio ci siam detti: facciamo un gruppo. Tu cosa fai? Io voglio suonare la batteria; io il basso...Ma nessuno sapeva farlo!
E perché l’hard rock?
Perché ci piaceva. Anche se in Italia lo si considera come l’acne: un fenomeno che prima o poi passa. Il rock, da noi, è la musica del ragazzino arrabbiato a cui la mamma non dà la paghetta. E invece no, il rock è cultura.
E le vostre famiglie apprezzano?
La mia ragazza non ci ascolta, e quando ci siamo conosciuti manco sapeva chi fossimo. Ma anche nel paesino dove sto, che è piccolissimo, nelle valli fuori Torino, mi riconosce giusto l’edicolante, che dice: “Tre copertine, eh, questo mese!”
Anche la campagna è rock?
Per anni sono fuggito dalle piccole comunità. Le sentivo soffocanti. E invece questi sono i soli posti dove la tv non è un mondo, ma un elettrodomestico. Dove ti ricordi che la fama è bella, ma pure effimera. E dove tieni i piedi ben piantati a terra...

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