Shark Tale

Trama

Oscar (Will Smith, nell’edizione italiana ha la voce di Tiziano Ferro) è un pesciolino dalla parlantina sciolta e dalle grandi ambizioni. Sebbene sia solo uno scrostalingue, per di più vessato da Sykes (Martin Scorsese), un capo bisbetico e da due meduse strafottenti (I Pali e Dispari), sogna di avere successo e di andare a vivere al Reef. La fortuna sembra sorridergli quando incontra Lenny (Jack Black, in italiano Luca Laurenti), squalo dal cuore tenero che si rifiuta di mangiare i pesci come pretenderebbe il padre mafioso Don Lino (Robert De Niro). Oscar offre a Lenny un rifugio e in cambio ottiene la sua complicità per raggiungere, barando, la fama di micidiale combattente. Ribattezzato “scannasquali”, diventa una star e conquista la bellissima Lola (Angelina Jolie, in italiano Luisa Corna) ignorando l’amore della giovane Angie (Renée Zellweger). Quando però la gang degli squali decide di ribadire il proprio predominio sulla barriera corallina, la città si aspetta di venire difesa da Oscar, che non sa assolutamente cosa fare…

Cartoon Usa - Durata 1 h e 30 m

Regia: B. Bergeron, V. Jenson, R. Letterman
Sceneggiatura: M. J. Wilson, R. Letterman
Scenografia: Daniel St. Pierre
Effetti Visivi: Doug Cooper
Musiche: Hans Zimmer e A.A.V.V.
Distribuzione: Uip

Interviste
Best Movie
Un Pesce di Nome Oscar
Tiziano Ferro, giovane talento della musica italiana, svela come ha affrontato l’impegno di doppiare il pesce chiacchierone di “Shark Tale” che ha la voce e i tratti di Will Smith. E senza cantare
di Giorgio Belli

Una sceneggiatura esilarante condita di gag, i volti, i tic e le voci dei divi di Hollywood costituiscono la spina portante di “Shark Tale”.
Non è stata impresa facile per il doppiaggio riuscire a mantenere intatte le similitudini e ricreare la stessa atmosfera, come racconta Tiziano Ferro, chiamato a interpretare proprio l’eroe Oscar, il protagonista del film.

Abbiamo chiesto proprio a lui, giovane talento della musica italiana e autore di hit come “Xdono”, “Rosso Relativo”, “Le Cose Che Non Dici”, “Sere Nere” di raccontarci la sua avventura di doppiatore e la sua passione per il cinema.

Come è andata la tua prima esperienza di doppiaggio?
“E’ stato divertente ed emozionante doppiare un personaggio animato. Ho sempre sognato di farlo e qualche anno fa avevo anche seguito un corso di doppiaggio. Quando mi è stata offerta la parte non ho esitato ad accettare. Chiaramente da buon improvvisatore ho tentato di ascoltare i consigli dei direttore di doppiaggio Marco Parce per riuscire ad apprendere piccoli trucchi nel minor tempo possibile. In definitiva è stata un’esperienza fantastica, unica”.

Quali sono state le principali difficoltà che hai incontrato?
“Superare la timidezza. Sono abituato a cantare di fronte a molte persone ma recitare, anche se chiuso in una sala di doppiaggio senza un pubblico presente, è ben diverso. So bene che non è il mio mestiere e quindi l’insicurezza è stata la difficoltà più dura da superare. Ho avuto però la fortuna di lavorare con persone gentili e simpatiche che mi hanno fatto da subito sentire a mio agio e questo ha reso tutto più semplice”.

Come hai fatto a rendere le tipiche espressioni da rapper di Will Smith? E’ stato difficile doppiare alla velocità in cui parla lui?
“Ciò che mi ha aiutato è stata la somiglianza tra l’ironia di Oscar e la mia. Mi sono riconosciuto in molti degli atteggiamenti del protagonista e, per assurdo, alcuni di essi sono stati più semplici da interpretare di quanto potessi immaginare. Chiaramente lo slang che Will Smith utilizza è tipico di un linguaggio hip-hop del Bronx e letteralmente intraducibile. Abbiamo tentato quindi di rendere l’ironia dei gesti e delle parole adattando il tutto al linguaggio e ai tempi comici della lingua italiana, rimanendo fedeli al senso originale”.

La tua competenza canora ti ha aiutato?
“Poco perché il film non è un musical. Il pesciolino effettivamente non canta e sono contento, non avrei accettato se ci fosse stata una colonna sonora da interpretare. Avevo voglia di buttarmi in un’esperienza completamente nuova dove la musica non fosse il centro di ciò che dovevo fare”.

Ti ricordi qualche curioso aneddoto?
“Il film è davvero esilarante, così il problema principale era…farmi smettere di ridere. Diverse scene le ho dovute ripetere svariate volte per colpa mia…ridevo troppo! Credo di essere riuscito a comunicare realmente l’ilarità che pervade tutta la pellicola perché sentivo morire dalle risate il direttore di doppiaggio e il fonico; era questo il segnale di approvazione invece di un “buona, la teniamo”.

Cosa ne pensi del tuo personaggio?
“Mi piace, è simpatico. Sogna molto, quindi lo capisco. Attraversa un percorso del quale sono stato testimone diretto: la ricerca della fama come sostitutivo di risposte e bisogno di amore; l’ottenimento del successo e la conseguente presa di coscienza che tutto ciò non ha senso se non condiviso con le persone che ami, in quanto la fama in sé non tiene caldi sotto le coperte, tanto meno regala sicurezze o conferme”.

Ti piacerebbe continuare a doppiare?
“Era il mio sogno, l’ho fatto e mi è piaciuto tantissimo. Non so se il risultato sia all’altezza della situazione ma ho l’alibi di essere un “outsider” quindi giustificabile. Ora però torno a fare dischi”.

Tv Sorrisi e Canzoni
Doppiando Oscar mi sono divertito come un pesce
Tiziano Ferro ha prestato la voce al simpatico protagonista di “Shark Tale”, il Film Usa che esce in Italia il 25 febbraio.

di Alberto Anile

Un sogno che diventa realtà
Quello del doppiatore è per Ferro un vecchio sogno. “Una passione che avevo e ho tuttora” racconta “iniziata quando decisi di partecipare a un corso di doppiaggio. Avevo sedici anni e seri problemi di comunicazione a scuola. Ero – e resto – molto timido, e pensavo che un corso di doppiaggio mi potesse disinibire a livello di comunicazione, aiutandomi anche nelle cose più semplici, interrogazioni comprese. Per 4 ore la settimana ci esercitavamo doppiando “Alien” o “Il Libro della Giungla”, ma soprattutto mi sono inserito in un gruppo. A scuola ero molto isolato, mentre lì erano tutti grandi e non gliene fregava niente di vedermi basso, grasso e coi brufoli, perché non c’era competizione. E’ stata la prima volta che mi sono confrontato con la mia voce, ancora prima di cantare”.

Però niente canzoni
“Quando me l’hanno proposto non riuscivo a crederci. Fare il doppiatore era davvero un sogno che si realizzava” prosegue il cantante di Latina. “Ma ho subito chiesto se c’era qualcosa da cantare: avrei detto di no, non volevo fosse un mezzo per promuovere un nuovo disco. Volevo viverla come una cosa a sé stante, sennò rischiava di sembrare un’autocelebrazione inutile. Poi la tragedia: mi chiedono di doppiare subito, mentre io sono in tour. Per fortuna il film è slittato da Natale a febbraio, e dopo una massacrante serie di concerti dalla Sicilia alla Germania ho avuto a ottobre una settimana per doppiare tutto”. Oscar? Un ragazzo di borgata Il personaggio che Ferro doppia è quello del pesciolino Oscar, divenuto amico di un tenero squalo vegetariano, e quindi scambiato da tutto il mondo sottomarino per un implacabile giustiziere. “In fondo Oscar è una specie di ragazzo di borgata” dice Ferro “uno come tanti che vorrebbe diventare famoso e scopre invece che non è lo stare al centro dell’attenzione a dargli soddisfazione, ma le persone di cui sente la mancanza. I suoi dialoghi con la pesciolina Angie, segretamente innamorata di lui, sono le scene che mi hanno emozionato di più, e anche un po’ commosso. Forse perché le ho vissute pure io: vuoi metterti su un palco per attirare l’attenzione di alcune persone e quando ci vai ti rendi conto che non sarà quello a dartela, ma il lavoro paziente nel creare e mantenere i rapporti con chi ami veramente”.

Io e Will Smith
Nell’edizione originale Oscar ha la voce, ma anche le fattezze e i modi da rapper, di Will Smith. “Credo però di essere riuscito a far mio il personaggio” dice Ferro “che tra l’altro mi somiglia molto nell’ironia. I miei amici dicono che Oscar è tale e quale a me quando esco con loro a cena e faccio il cretino”. Mai incontrato Smith? “Solo una volta, agli Mtv Awards 2002, a Barcellona, ma fu un attimo. Il mio mito è Angelina Jolie, che nell’originale doppia la pesciolina Lola: nel mio piccolo, posso dire di aver lavorato con lei, anche se forse non lo saprà mai”. Realizzato il sogno del doppiaggio vedremo Ferro cimentarsi anche come attore? “No, troppo difficile” risponde subito “non saprei da dove iniziare. Faccio già fatica a girare video da 3 minuti, non so cosa mi succederebbe per 2 ore di film”.