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Pino Saracini
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Ecco un validissimo musicista pontino: Pino Saracini , bassista in carriera impegnato nei Tour di Tiziano Ferro.
Come e a che età è iniziata la tua avventura nel mondo della musica?
Ho iniziato a suonare il basso all’età di 16 anni in maniera molto casuale, con alcuni amici avevamo deciso di mettere su un gruppo musicale, nessuno di noi sapeva suonare o aveva mai suonato un qualsiasi strumento, al momento di dividerci i ruoli io ed un altro eravamo in gara come aspiranti batteristi, quindi per decidere ci scontrammo a “pari o dispari”, ovviamente vinse lui e l’unico strumento rimasto era il basso…
Come hai affrontato lo studio del tuo strumento?
Dopo un breve periodo da autodidatta, ho iniziato a prendere lezioni presso scuole musicali locali e fortunatamente ho incontrato insegnanti validi, come Stefano Cantarano e Nicola Casali, che mi hanno stimolato ad approfondire e ad appassionarmi allo strumento; fin da subito ho preso la cosa molto seriamente, a tratti quasi maniacale, ma non mi pesava assolutamente, anzi…
Ho proseguito studiando con Massimo Moriconi, Gianfranco Gullotto, Luca Pirozzi, (nel ’93 docenti all’Università della Musica a Roma) e privatamente con Paolo Costa, tutti ottimi insegnanti, musicisti e splendide persone.
Quali sono state le tue prime esperienze?
Da subito mi sono ritrovato a suonare in un gruppo che aveva come scopo creare musica propria (progressive rock) e penso che questo sia stato uno degli elementi fondamentali della mia crescita musicale, in quanto affronti, anche se prematuramente, la situazione “creativa” relativa al tuo strumento, ovvero inventarti le parti di basso.
Conservi ancora il ricordo della tua prima esibizione live?
Certo, ho una videocassetta, il basso decisamente scordato e un look a dir poco opinabile, ma effettivamente sono passati anche 17 anni!!!
Quali passi hai seguito per entrare nei giusti canali musicali?
Nel ’99 mi sono trasferito a Milano, ho iniziato a conoscere altri musicisti, produttori, arrangiatori tutte persone con le quali mi sono ritrovato pian piano a collaborare; come ti dicevo prima, ho preso fin dall’inizio tutto molto seriamente, lo studio, il suonare…. cercando di avere sempre un’“attitudine positiva” verso tutto ciò che è musica, spero di non perderla mai!!!
Hai suonato per parecchi anni con i “Tizio e Caio”: ci parli di questa parentesi e del disco che ne è seguito?
E’ stata la mia band fissa dal ’93 al ’99, facevamo un misto di musica e cabaret, a Latina e provincia eravamo molto famosi, è stata un'esperienza divertentissima e debbo dire che alcune intuizioni nelle nostre gags le trovo tuttora notevoli; abbiamo inciso un CD per un’etichetta indipendente, Red Music, ma un mese dopo la tanto agognata uscita discografica, ci siamo sciolti, bizzarri ed ironici fino all’ultimo.
Perché hanno subito un arresto così improvviso, visto che comunque avevano un ottimo seguito?
La vecchia storia della ragazza che ti pone l’atroce dilemma: Scegli , o me, o la musica!!! Il nostro cantante e principale protagonista delle gags non ha scelto la musica….Oltre a questo probabilmente non c’era una forte convinzione da parte sua nelle potenzialità del gruppo, ha preferito quindi dedicarsi ad una vita e un lavoro sicuro, scelta rispettabile, ma modi e tempi sbagliati!!!
Puoi raccontarci gli aspetti più positivi della tua collaborazione con Tiziano Ferro?
Lo stimo molto, mi piace e diverte suonare la sua musica, c’è un’ottima intesa musicale e umana nella band e tutto lo staff è altamente professionale, ho collaborato nel suo ultimo disco che attualmente è distribuito in Italia, Europa e America Latina con ottimi risultati di vendita e classifica, stiamo iniziando un tour di 55 date, di cui buona parte in Europa…possono bastare???
Essere turnista è una meta ambita da molti musicisti: ci saranno pure dei risvolti negativi o no?
Assolutamente si: quando sei a casa e il telefono non suona!!!
Il lavoro del musicista/turnista è assolutamente imprevedibile, quindi la cosa che a volte risulta essere più complicata è abituarsi al flusso lavorativo altalenante, l’importante è non stressarsi troppo, un buon hobby può aiutare, io colleziono monete?!
Quali sono le altre collaborazioni che hanno significato molto per la tua crescita musicale?
Praticamente tutte!!! Ad ognuna è legato un pezzo di vita professionale e da ognuna ho imparato qualcosa, nel bene e nel male, a prescindere dall’importanza del nome con cui lavori.
La situazione con i “Dallo e Pijallo” è decisamente scanzonata e fuori dalle righe; com’è nata?
E’ nata come una jam per un unico concerto e ormai sono più di tre anni che continuiamo a suonare, è una situazione assolutamente informale, non ha velleità professionali o di successo, ce ne occupiamo appena siamo tutti e tre disponibili e alla base c’è un gran divertimento, amicizia e voglia di suonare.
Spesso possiamo ammirarti durante serate in locali di Latina: che rapporto hai con i gestori?
Con pochi, molto amichevole, con la maggior parte, puramente “di lavoro”.
Non trovi che l’atteggiamento dei gestori, che pretendono gruppi gratis o a prezzi ridicoli, penalizzi non solo i giovani musicisti, ma anche quelli di maggiore esperienza?
No, quelli di maggior esperienza possono scegliere di non suonare gratis o a prezzi ridicoli, spesso quelli più giovani no.
Che cosa ti senti di consigliare ai tanti musicisti in cerca del modo migliore per esprimersi ed affermarsi?
E’ sempre difficile dare consigli e sinceramente non mi sento in grado di darne, l’importante a mio avviso è essere onesti con se stessi, individuare quale modo di espressione gratifica di più ciò che fai e lavorare sodo per raggiungerlo, evitando rimpianti e frustrazioni dopo, se poi arriva anche un po’ di fortuna il gioco è fatto.
Quali sono gli artisti che hanno formato il musicista che sei oggi?
A 8 anni mia mamma mi faceva ascoltare mentre faceva le pulizie Cristian, Julio Iglesias e New Trolls, a 15 anni ho scoperto i Toto, Pink Floyd e l’Heavy Metal, a 20 è stata la volta della Fusion e del Jazz; compro e ascolto praticamente di tutto, senza distinzioni, molta radio, le cose a cui sono più affezionato restano: Weather Report, Marving Gaye, Miles Davis, Supertramp, Lamb, Duran Duran, Sly & Family Stone, Fabio Concato, Steely Dan e tanti tanti altri…
Il tuo bassista preferito? Perché proprio lui?
Sicuramente James Jamerson, il bassista della Motown; ha suonato su tutti i successi dell’etichetta americana , con artisti del calibro di: M.Gaye, S. Wonder, Temptation, Four Tops, è stato il primo a creare delle linee di basso assolutamente eccezionali sotto canzoni pop/soul da top-ten, quindi canzoni, non suite, standards o grooves strumentali, un grande, insuperabile.
Come hai iniziato la tua carriera?
Ho studiato all’UM nel ‘93/94 e nel ’96 ho iniziato a collaborare con lo staff insegnanti, per poi entrarne a far parte definitivamente dal ’97.
Quanto ti gratifica?
Tantissimo, amo molto l’aspetto didattico, il contatto con gli allievi il continuo scambio di informazioni che si crea nel rapporto insegnante- allievo, a volte ci vuole molta pazienza, a volte bisogna essere un po’ psicologi, altre basta correggere il loro approccio istintivo.
Hai progetti definiti?
Certo: comprare casa, mettere su famiglia, continuare a suonare ed insegnare, essere più costante nei miei allenamenti di corsa/jogging.
Come vedi la carriera solistica?
Non mi interessa per ora fare un disco di basso, mi gratifica molto di più suonare una parte semplice su una bella canzone, da un po’ di tempo mi sto interessando alla composizione di musiche e testi e alla produzione, mi piacerebbe collaborare come autore per qualche interprete e seguire la realizzazione in studio, come produttore e come bassista, ovviamente.
Un’ultima tua opinione la vorremmo sul mondo musicale e discografico italiano: che ne pensi?
Attualmente risente della profonda e lunga crisi che accompagna le vendite dei CD, sempre più in calo, penso che siamo in un’ ”età di mezzo”, dove il vecchio sistema non funziona più e quello nuovo ancora non c’è, ma la cosa che ritengo più importante è che ci sono decine di nuovi artisti emergenti che aspettano di essere conosciuti e apprezzati, per fortuna la musica e la creatività non sono mai in crisi.
Nel 2005 è in tour con i Gemelli Diversi, insieme al collega Leonardo Di Angilla.
Fonte: www.musica-live.it